Inter Lecce 1-0. Contro un Lecce organizzato e senza timori reverenziali, l’Inter deve sudare più del previsto per portare a casa tre punti pesantissimi. I nerazzurri approcciano la gara con ritmo basso e poca ferocia, risultando a tratti prevedibili e imprecisi. Ne nasce una partita anomala, in cui i salentini prendono coraggio e arrivano persino a sfiorare il colpaccio, con il destro di Siebert che costringe Yann Sommer a una respinta di pugno tutt’altro che banale.
La svolta arriva quando Cristian Chivu decide di cambiare spartito e pescare dalla panchina. L’ingresso dei titolari abituali alza il livello tecnico e soprattutto l’intensità, spezzando l’equilibrio di una gara che sembrava incanalata sui binari della sofferenza. L’Inter accelera, stringe il Lecce nella propria metà campo e trova il premio nel modo più “sporco” ma efficace possibile: tap-in vincente di Pio Esposito sulla respinta di Falcone, un gol da attaccante vero che vale molto più di quanto dica il tabellino.
L’esultanza finale è liberatoria, con Chivu che scatta dalla panchina fino sotto la curva. È l’immagine che racconta meglio il senso della serata: vittoria di carattere, titolo simbolico di Campione d’Inverno e primo vero strappo in vetta alla classifica. Non la miglior Inter per brillantezza, ma una squadra che sa soffrire e colpire al momento giusto.
INTER-LECCE 1-0: TABELLINO
Marcatore: 78’ Esposito
INTER: Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Diouf (57’ Luis Henrique), Barella (57’ Frattesi), Zielinski, Mkhitaryan (72’ Lautaro Martinez), Carlos Augusto; Bonny (57’ Esposito), Thuram (87’ Sucic).
Allenatore: Cristian Chivu.
LECCE: Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Maleh (86’ Sala); Pierotti (82’ N’Dri), Gandelman (68’ Kaba), Sottil (68’ Tete Morente); Stulic.
Allenatore: Eusebio Di Francesco.
Arbitro: Maresca.
Spettatori: 69.321.
Possesso palla: 70%-30%.
Tiri totali: 19-8.
Tiri in porta: 7-1.
Ammoniti: Thuram, Luis Henrique (Inter); Veiga (Lecce).
Corner: 12-3.
Recupero: 4’ nel primo tempo.
