La deludente serata di Firenze di giovedì 6 febbraio ha rievocato qualche fantasma del recente passato. Una sconfitta ed una prestazione non da Inter nell’ennesimo recupero che avrebbe dato una svolta in ottica Scudetto – come contro il Bologna, nella stagione 2021/22.
Il mancato aggancio al Napoli, però, rimane solo l’ultimo dei problemi. Perché la partita contro la Fiorentina ha mostrato una squadra decisamente diversa da quella dei Campioni d’Italia. A distanza di quattro giorni, l’Inter ritrova i Viola nella sfida di San Siro. La parola d’ordine è quella di evitare gli errori di giovedì – ed il modo migliore per farlo è vincere.
Dimenticare Fiorentina-Inter
Il recupero che avrebbe portato i nerazzurri a pari punti con il Napoli di Antonio Conte si è trasformato in un incubo. Mai in questi anni dell’era Inzaghi si è vista un’Inter così spenta e disattenta – o disunita. Certo, ha attraversato alcuni momenti no tra la seconda parte della prima stagione e l’inizio della seconda da quando il tecnico piacentino siede sulla panchina nerazzurra.
Ma la partita di giovedì ha sorpreso tutti. L’Inter si è dovuta arrendere ai pochissimi spazi lasciati da una Fiorentina senza i grandi titolari e alla poca lucidità in difesa. Il recupero finisce così 3 a 0, con delle statistiche decisamente impietose.
Al netto del 72% possesso palla, sterile a quanto pare, l’Inter ha tirato solo due volte in porta contro i sei tiri dei Viola. Preoccupa la fase difensiva: il primo gol su un angolo dove Davide Frattesi parte in ritardo e viene anticipato da Luca Ranieri. Il secondo gol, una fascia sinistra disattenta, lascia spazio al cross di un grande stacco aereo di Moise Kean che sovrasta un gigante come Yann Bisseck.
Il terzo gol che chiude la partita è il manifesto di questa rara e bruttissima Inter: un passaggio all’indietro di Federico Dimarco che non andava né verso un difensore né verso il portiere, viene recuperato da Kean che batte ancora una volta Yann Sommer.
Il Napoli inciampa. Inzaghi richiama i suoi
Antonio Conte aveva l’opportunità di andare momentaneamente a +6 sull’Inter, in attesa della gara di stasera a San Siro. Ma al Maradona, l’Udinese inchioda i partenopei sull’1 a 1. La palla passa quindi agli uomini di Simone Inzaghi.
L’Inter dovrà evitare l’atteggiamento della partita di Firenze e troverà davanti a sé una Fiorentina con i giocatori più importanti tornati a disposizione (tranne Albert Gudmundsson).
Il tecnico piacentino ha già richiamato i suoi ragazzi a trovare la voglia di continuare: brutta partita sì, ma non è ancora finito nulla. Dovrà farlo trovando anche soluzioni in mezzo al campo. La prima novità sta nel rimettere la difesa titolare dello Scudetto della seconda stella: Benjamin Pavard e Alessandro Bastoni come braccetti, ma soprattutto il ritorno di Francesco Acerbi.
Ma servirà anche il miglior centrocampo, quello che è decisamente mancato nella sfida di Firenze. Giovedì, il reparto centrale non trovava le trame di gioco in grado di scardinare la difesa solida della Fiorentina: complice sia un Hakan Calhanoglu non al top delle condizioni, ma anche un Frattesi poco immerso nel gioco. Cambio sugli esterni per sostituire gli indisponibili Denzel Dumfries e Dimarco: da un lato Matteo Darmian, dall’altro il ballottaggio tra Carlos Augusto e Nicola Zalewski.
Inzaghi però vorrebbe di più anche dal suo attacco. Se i sostituti non si stanno rivelando all’altezza, affidarsi alla ThuLa è necessario e naturale. Per potersi avvicinare al Napoli, servono le giocate e lo strapotere di fisico di Marcus Thuram e la carica del capitano Lautaro Martinez.

