La stagione appena conclusa forse non è stata proprio positiva sul campo ma, almeno un parametro – quello del bilancio – sorride e non poco. L’Inter si prepara infatti a chiudere l’esercizio 2024/25 con un utile netto stimato tra i 30 e i 40 milioni di euro. Un risultato storico, considerando che solo quattro anni fa il club navigava in acque difficilissime, con perdite record e un debito che sembrava insostenibile.
Il dato economico assume ancora più valore se si considera il peso degli interessi sul bond, pari a circa 40 milioni: senza questo onere, il bilancio sarebbe stato ancor più brillante. Per la proprietà rappresenta un traguardo epocale, soprattutto dopo un decennio segnato da un miliardo complessivo di perdite. La rinascita nerazzurra è frutto di una gestione che ha saputo coniugare rigore finanziario e competitività sportiva.
Il ruolo del mercato e la strategia sul debito
Oltre ai mercati chiusi regolarmente in attivo, l’Inter ha continuato a mantenere un livello di costi che le ha permesso di restare ai vertici, vincendo trofei e garantendo introiti importanti da diritti tv, premi UEFA e sponsorizzazioni. Una strategia che ha generato ricavi in grado di rimettere in moto i conti e restituire fiducia al progetto.
Decisivo anche l’intervento di Oaktree sul fronte del debito: il fondo ha rimborsato il bond da 415 milioni rifinanziandolo con uno da 350, riducendo così l’indebitamento e abbassando il costo degli interessi grazie a tassi più favorevoli. Questa operazione ha permesso di rafforzare la posizione finanziaria netta del club, che viaggia ora verso l’azzeramento del debito, processo intrapreso già quando nel ruolo di Presidente vi era Steven Zhang.

