A pochi minuti dal match contro la Cremonese, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha parlato ai microfoni di DAZN toccando tre temi centrali: il gioco dell’Inter, la fiducia nel tecnico romeno e il futuro del club con il nuovo stadio.
Alla domanda se l’Inter giochi oggi il miglior calcio d’Italia, Marotta ha risposto con equilibrio:
“Non lo so, però gioca un bel calcio. Poi nello sport è obbligatorio vincere; se vinci giocando bene, è ancora meglio.”
Un messaggio chiaro che riassume la filosofia del club: estetica e risultati devono andare di pari passo. L’Inter, reduce da settimane di grande intensità, sembra aver trovato una sua precisa identità sotto la guida di Chivu, che ha saputo unire pragmatismo e qualità.
Marotta ha voluto sottolineare quanto il tecnico romeno sia cresciuto nella gestione della squadra:
“Ogni allenatore ha una propria identità. Chivu è un ottimo tecnico che ha avuto una fase di sperimentazione all’inizio, ma l’equilibrio è una componente fondamentale e ci stiamo arrivando. Se lo abbiniamo ai risultati, è il massimo a cui si possa aspirare.”
Sulle critiche iniziali verso l’ex bandiera nerazzurra, Marotta è stato netto:
“Siamo abituati allo scetticismo. Le nostre scelte sono sempre condivise da tutta l’area tecnica, con responsabilità diverse. I dirigenti devono avere il coraggio di agire e decidere, e noi lo abbiamo fatto consapevoli di avere a che fare con un professionista di grande spessore umano e calcistico. E ha un valore aggiunto: la sua identità nerazzurra.”
Marotta e la questione nuovo stadio
Marotta ha poi aggiornato sul progetto del nuovo impianto, che rappresenta una svolta per tutto il calcio italiano:
“Adesso inizieremo un percorso difficile, dove le due società avranno un ruolo importante assieme al Comune. È una necessità: c’è ancora un gap tra calcio italiano ed europeo in termini di ricavi. Noi vogliamo agire in questa direzione con un senso di responsabilità civica e ambientale, per garantire i diritti ai cittadini.”
