Inter Bologna moviola. La direzione di gara di Guida in Inter-Bologna ha lasciato più di uno spunto di discussione, soprattutto per l’interpretazione dei contatti nella prima parte del match. Affiancato dagli assistenti Ceccon e Laudato, con Marinelli quarto uomo e Ghersini al VAR insieme a Maresca, l’arbitro ha scelto fin da subito un metro di stampo europeo, lasciando correre diversi duelli al limite che hanno contribuito a rendere il match molto fisico e frammentato.
Nel primo tempo la gestione non è apparsa sempre lineare. La gara è stata intensa, con contrasti continui a centrocampo e proteste frequenti, in particolare da parte dell’Inter. Intorno alla mezz’ora sono arrivati due cartellini gialli per i nerazzurri, mostrati a Bastoni e Calhanoglu, mentre diversi interventi del Bologna sono stati valutati con maggiore tolleranza. In questa fase Guida ha dato la sensazione di faticare nel tenere in mano il controllo complessivo dell’incontro.
Inter Bologna moviola: una ripresa più semplice
Nel secondo tempo il copione è cambiato: l’Inter ha preso il comando del gioco, i ritmi si sono abbassati e anche la direzione arbitrale ne ha beneficiato. Emblematico l’episodio del 72’, quando San Siro ha reagito con una vera e propria ovazione al primo cartellino giallo estratto per il Bologna, arrivato soltanto dopo il quindicesimo fallo complessivo dei felsinei. Un dato che racconta più di mille parole la sensazione maturata sugli spalti.
Analizzando i principali episodi da moviola, emergono luci e ombre. Corretta la decisione di lasciar proseguire all’11’ sul contatto tra Castro e Lautaro, giudicato vigoroso ma regolare, così come giusto il fischio al 18’ per il fallo di Calhanoglu su Castro. Rischio cartellino invece per Lucumì al 20’ su Lautaro, mentre al 26’ pesa l’errore più evidente: Thuram resta a terra dopo l’intervento di Holm, ma Guida lascia correre quando il fallo appariva punibile. Una scelta che rispecchia una prestazione arbitrale altalenante, migliorata solo nella seconda metà di gara.
