Inter Atalanta 1-1: a Pio risponde Krstovic, ma non chiamatela più Marotta League

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Inter Atalanta. Sotto la pioggia e il vento di San Siro, Inter a Atalanta aprono il sabato di Serie A con un obiettivo comune: cancellare il loro ultimo risultato. I primi minuti portano in evidenza già alcune chiavi tattiche del match, come l’insistente ricerca dei compagni nella profondità da parte di Barella e la posizione molto più interna di Dimarco che sembra dare fastidio e non poco alla Dea. E sono proprio Barella e Dimarco a confezionare al 5′ la prima occasione per l’Inter, con Barella che pesca l’esterno sul secondo palo salvo poi vedere sciupare tutto con un tiro maldestro. I nerazzurri di casa mantengono il possesso, sono attenti sulle preventive e hanno ottima riaggressione, ma da questo canovaccio, in realtà, è l’Atalanta a sviluppare il migliore pericolo: Scalvini anticipa Pio e lancia Scamacca, con Sommer costretto ad un intervento in 3 tempi per stanare la minaccia.

A fare la partita è sempre l’Inter che, oltre a soffrire qualche buona uscita dell’Atalanta sulla sinistra, non concede alla squadra di Palladino molto altro. Al 25′ l’Inter sviluppa bene – e anche un po’ fortunatamente con un rimpallo che premia Dumfries – in verticale, con Barella che poi appoggia a Pio Esposito sulla sinistra dell’area, con il 2005 che controlla, tocca, carica e spara sotto il braccio di Carnesecchi – non perfetto – il vantaggio dell’Inter che scaccia via un po’ di paura e qualche mugugno dagli spalti, soprattutto rivolti a Barella. L’Inter beneficia del gol e si scioglie un po’, andando vicina al raddoppio con Dimarco dopo un solo giro di orologio dal vantaggio. Altre occasioni pericolose non vengono costruite, ma l’Inter chiude la prima frazione in pressione e con un ottimo possesso, costringendo l’Atalanta a difendersi negli ultimi 20 metri.

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Inter Atalanta: seconda frazione

Ad inizio seconda frazione Palladino prova a scuotere i suoi con gli ingressi di Ederson e Krstovic dalla panchina, e ci riesce benissimo. Fatta eccezione per il tiro velleitario di Thuram, gli uomini di Chivu sono costretti a rinunciare a molto del loro possesso visto nella prima metà del match, con l’Atalanta che spinge e si rende pericolosa in diverse occasioni. A neutralizzare la maggior parte degli attacchi atalantini è Carlos Augusto, autore di un salvataggio provvidenziale su Bernasconi. Nonostante ciò, le occasioni più pericolose sono quelle dei nerazzurri padroni di casa, con Thuram che si fa ipnotizzare da Carnesecchi in un’occasione a tu per tu e poi con il tacco spara fuori 10′ dopo su iniziativa di Bonny.

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Nel finale, poi, succede di tutto a San Siro. L’Atalanta ha ancora le forze a meno di 10′ dalla fine per provare a riacciuffare la partita, e su una palla che Dumfries spalle alla porta sembrava potesse tranquillamente controllare, ecco che arriva la frittata. Sulemana spinge Dumfries a terra, l’esterno atalantino ruba il pallone e calcia su Sommer, con lo svizzero che nulla può sulla ribattuta a porta vuota di Krstovic. Il direttore di gara Manganiello non fischia il fallo su Dumfries pur avendo portato il fischietto alla bocca e scatena l’ira di San Siro e della panchina nerazzurra, con Chivu espulso per proteste. Proteste anche successivamente per un potenziale calcio di rigore negato su Frattesi, ma la partita – che andava chiusa prima – si conclude sull’1-1 e con un Inter che adesso rischia di veder assottigliato ulteriormente il proprio vantaggio.

Paolo Olita
Paolo Olita
Scrivo di sport per IlNerazzurro. Il calcio è la mia passione e il mio lavoro: mi piace raccontarlo con attenzione, equilibrio e la curiosità di chi non smette mai di guardarlo con gli occhi di un tifoso.
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