Klinsmann. L’Inter si avvicina alla sfida decisiva contro il Bodo/Glimt con la consapevolezza di dover ribaltare il 3-1 dell’andata. Per continuare il cammino europeo serviranno intensità, lucidità e soprattutto fiducia, quella stessa che in passato ha permesso ai nerazzurri di compiere rimonte rimaste nella memoria dei tifosi.
Un precedente emblematico è il 3-0 del 1990 contro l’Aston Villa, con protagonista Jurgen Klinsmann. L’ex attaccante, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha ricordato così quella notte: “È una delle partite che non dimenticherò mai, la rimonta più grande della mia carriera“. E sull’approccio mentale aggiunge: “Dopo l’andata nessuno pensava di non farcela, eravamo tutti convinti“.
Klinsmann sulla partita di stasera
Klinsmann sottolinea come la lezione principale sia la gestione dei momenti: “Serve avere pazienza e non è necessario segnare subito tutti i gol“. Parole che pesano anche alla vigilia della nuova sfida, perché il Bodo/Glimt è una squadra organizzata e ormai abituata al palcoscenico internazionale. L’ex attaccante avverte inoltre sull’ambiente: “L’errore più grande è trattarli come principianti“.
Guardando alla squadra di oggi, il tedesco indica i possibili leader tecnici ed emotivi: Nicolò Barella, Alessandro Bastoni e Federico Dimarco, senza dimenticare il giovane Pio Esposito, di cui dice: “Possiamo sperare che sia lui l’uomo del destino“. Un elogio anche per Yann Bisseck, definito “semplicemente fortissimo“. Con la spinta di San Siro, la convinzione resta quella espressa dallo stesso Klinsmann: “Io penso positivo, si può vivere un’altra notte magica“.

