Una prestazione generosa, ma non sufficiente per evitare un’altra battuta d’arresto europea. L’Inter esce sconfitta anche dal confronto con l’Arsenal e vede complicarsi ulteriormente il cammino verso le prime otto della classifica di Champions League. Al termine della gara, Cristian Chivu ha analizzato il match ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sui meriti degli avversari e sul percorso di crescita dei suoi.
“Loro sono stati più forti per tecnica, velocità, intensità, occupazione del campo e per le idee nell’attaccare le linee e sulle seconde palle, dove arrivano sempre con grande forza. Noi abbiamo provato a restare in partita: nel primo tempo abbiamo fatto una buona prestazione e dopo l’1-1 abbiamo avuto anche l’occasione per segnare. Non significa che avremmo vinto, ma certi episodi possono cambiare l’umore della gara. Siamo stati sfortunati sul 2-1: la nostra difesa doveva salvare la palla sulla linea, poi la sfera colpisce la traversa e finisce sulla testa di un loro giocatore. Nella ripresa loro hanno alzato il livello di umiltà e attenzione. Nel primo tempo forse c’era stata un po’ di presunzione, poi si sono abbassati leggermente ma hanno struttura, fisicità, qualità e anche cambi giusti per metterti in difficoltà”.
Guardando avanti, Chivu mantiene lucidità sul percorso europeo: “Aspettiamo di vedere la classifica definitiva per capire se una vittoria a Dortmund basterà oppure no. Siamo pronti anche all’eventualità dei playoff: sono due partite in più, ma non è un problema. Resta il rammarico per le gare contro Atletico Madrid e Liverpool, perché con un po’ più di maturità potevamo raccogliere qualcosa in più. Forse in quelle partite, più che stasera, potevamo fare meglio. Se avessimo giocato contro Atletico e Liverpool con l’atteggiamento di oggi, l’esito sarebbe stato diverso: è una mia sensazione legata alla crescita del gruppo. Mi prendo il coraggio e la convinzione che vedo ultimamente in questa squadra”.
Chivu e la scelta sui cambi
Sulle scelte tattiche e sui cambi, l’allenatore nerazzurro spiega: “Luis Henrique lo abbiamo tolto alla fine, non so se fosse tardi. Ho pensato anche a un 4-3-3, ma mi mancava forza in attacco. Loro hanno inserito Gabriel quando hanno visto che con Pio Esposito andavano in difficoltà. Abbiamo giocato con tre attaccanti, due sotto una punta. È vero che sulla destra forse sono mancate alcune giocate individuali e dei cross, ma non voglio togliere nulla a Luis Henrique, che ha fatto una buona partita, né ai ragazzi che sono rimasti concentrati dall’inizio alla fine”.
Infine, un passaggio sulla qualità dell’Arsenal e sulle differenze con il calcio italiano: “Quando ti accerchiano hanno intensità, organizzazione e un attacco all’area molto forte, oltre a una tecnica che mi ha impressionato rispetto ad altre squadre. La giocata è quasi sempre giusta e la velocità nel trovare il compagno che si inserisce è altissima. A destra hanno Saka, che ti mette costantemente in difficoltà. Noi siamo rimasti in gara e quando abbiamo vinto i duelli abbiamo creato qualcosa, ma è giusto riconoscere la qualità individuale e collettiva dell’Arsenal. La Premier è un campionato di altissimo livello per intensità e noi non siamo ancora del tutto abituati a questo tipo di partite. Stiamo cercando di crescere, colpo su colpo, mantenendo la convinzione che il percorso intrapreso sia quello giusto”.
