Di Flavio Verzola.
Sembrerebbe quasi un ossimoro, Dio e sinistro nella stessa frase stridono come ghiaccio bollente. Oggi fortunatamente abbiamo sdoganato il mancinismo, dopo secoli di lotta in cui la diversità era vista come qualcosa di maligno e pericoloso. Circa il dieci per cento della popolazione mondiale predilige l’utilizzo della parte sinistra del corpo, vista come impura dai musulmani, mentre la chiesa la riteneva quasi demoniaca. Mancino deriva infatti dal latino “mancus” ed è sinonimo di mutilato e storpio, quindi anche l’etimologia della parola conferma il pregiudizio negativo.
La parola “sinistro” viene usata anche ai giorni nostri con connotazioni negative, ricorda un incidente, qualcosa di avverso, sfavorevole, funesto, minaccioso, torvo… basta pensare allo “sguardo sinistro”.
Certo che i mancini nel corso della storia, proprio forse per reazione contro il pregiudizio, sono caratteristica di menti geniali, assolutissimamente fuori dagli schemi.
Basti pensare a Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Picasso e Van Gogh, Albert Einstein, Marie Curie, Isaac Newton, Aristotele, Nietzsche e Kant.
Churchill, Napoleone, Giulio Cesare, Gandhi e Alessandro Magno. Alcuni mancini nella musica e nello spettacolo come Jimi Hendrix, Paul McCartney, Kurt Cobain, Lady Gaga, Charlie Chaplin, Marilyn Monroe, Nicole Kidman, Julia Roberts.
E finalmente ricordiamo i “sinistri” nello sport e nel calcio, quelli che ci incantano con quel piede, con le mani, con la testa che ti inganna, per potenza, precisione e fantasia suprema al potere. Diego Armando Maradona, Lionel Messi, Roberto Carlos, Gigi Riva, Rafael Nadal, Martina Navratilova, Valentino Rossi, Ayrton Senna. Si capisce subito che forse hanno quel qualcosa in più che li rende unici e ammirati, forse proprio per questo in passato visti con paura e odio, al punto da essere perseguitati.
In passato il mancinismo era considerato una devianza. Negli anni ’20 fu associato alla demenza e negli anni ’40 fu messo in relazione con la dislessia. Solo a partire dagli anni ’70 il mancinismo in Occidente è stato considerato come una caratteristica individuale e si è smesso di imporre l’uso della mano destra.
Coloro che hanno vissuto direttamente l’epoca della “Grande Inter di Angelo Moratti” non possono non ricordare con profonda ammirazione l’anarchia tattica e la classe superiore di Mariolino Corso. Soprannominato il “sinistro di Dio”, per la sua fantastica punizione a “foglia morta” che Umberto Saba descrive mirabilmente nella sua famosa poesia.
La maledetta, superava la barriera e calava inesorabile in rete, come se la fisica improvvisamente si annullasse in una parabola beffarda.
La punizione di sinistro è qualcosa di eccelso nel calcio, ma non solo.
Restando nei colori nerazzurri come dimenticare, Evaristo Beccalossi, Facchetti, Brehme, Corso, Recoba, Mihajlovic, Adriano, Stankovic, Roberto Carlos, ma anche Matrix, Samuel, Cambiasso, Ruben Sosa, Boninsegna e me ne dimentico sicuramente qualcuno di indimenticabile, per cui mi scuso.
Tra questi fenomeni, possiamo tranquillamente annoverare senza tema dismentite, Federico Dimarco.
La sua punizione è un opera d’arte, una pennellata fuori dagli schemi, che ti abbaglia e ti lascia senza fiato. Un fulmine beffardo che scavalca il muro giallo, del Dormundt, che non perdeva in casa da ventuno partite, e si infila inesorabile accarezzando la rete. Mentre dalle nuvole del paradiso, Mario e Sinisa avranno sicuramente applaudito, felici di rivivere in questo prodigioso ragazzo.
Era dal 25 novembre 2014, che un italiano non faceva gol su punizione in Champions, Totti nel gelo di Mosca illuse la Roma poi rimontata. Nel gelo di Dormundt, tra acciaio, carbone, birra e passione per il calcio, i tifosi del Borussia, ricorderanno con invidia e ammirazione questo capolavoro. Non ci ha permesso di qualificarci direttamente tra le prime otto, ma di sicuro, ci ha riscaldato il cuore e fatto sobbalzare dalla sedia. Ora per riscaldarsi nel gelo norvegese, servirà ben altro ma non ci spaventa certo l’aurora boreale, rispetto totale per il Bodo, ma di certo alla nostra portata.
Non c’è tempo per pensare, domenica andiamo a Cremona.
Marcia Avanti!
