VAR a chiamata. In un campionato in cui ogni fine settimana esplode una nuova polemica, la lista degli scontenti si è allungata a dismisura. Dall’Inter al Napoli, passando per Milan, Juventus e Roma, praticamente nessuno può dirsi soddisfatto della gestione arbitrale e dell’utilizzo del VAR in questa stagione. Il malumore è trasversale, continuo, e ormai strutturale.
L’ultimo caso riguarda il Napoli, reduce dalla sconfitta di Bergamo contro l’Atalanta, una gara che – secondo il club partenopeo – sarebbe stata pesantemente condizionata dalle decisioni dell’arbitro Chiffi, poi fermato dal designatore. Un segnale che non è passato inosservato.
De Laurentiis chiama Gravina
Il presidente Aurelio De Laurentiis non si è limitato alle dichiarazioni pubbliche. Ha alzato il telefono e ha contattato direttamente il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, per manifestare il proprio disappunto. Ma la mossa del numero uno azzurro non si ferma alla protesta: l’obiettivo è più ambizioso.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, il Napoli vuole farsi promotore di una riforma strutturale, spingendo per l’introduzione del VAR a chiamata, già sperimentato in Serie C. Un sistema che consentirebbe a ogni squadra di avere due “challenge” a disposizione per chiedere all’arbitro di rivedere un episodio dubbio al monitor.
VAR a chiamata: soluzione o nuovo problema?
L’idea non è nuova, ma torna oggi con forza. In teoria, responsabilizzerebbe i club e ridurrebbe la sensazione di impotenza davanti a decisioni controverse. In pratica, però, la Serie A è un contesto molto diverso rispetto alla Serie C: gli interessi economici sono enormi, la pressione mediatica altissima e ogni episodio può valere milioni.
Resta poi il nodo del protocollo VAR, spesso accusato di essere troppo macchinoso e poco chiaro. Anche su questo fronte si parla di una possibile revisione: semplificazione delle procedure, maggiore trasparenza e comunicazione più diretta.
Un fronte comune (per una volta)
Il Napoli è solo l’ultimo club ad alzare la voce. Il Milan ha già avuto confronti con i vertici dell’AIA, la Juventus si era mossa dopo il caso Kalulu contro l’Inter, mentre anche Gasperini – in rappresentanza della Roma – si è espresso più volte in modo critico.
Per una volta, le grandi del campionato sembrano unite nel chiedere un cambiamento radicale.
È già in agenda una riunione tra presidenti, allenatori, capitani e designatore arbitrale. Sarà l’occasione per mettere sul tavolo proposte concrete e valutare possibili riforme in vista della prossima stagione.
La domanda resta aperta: il VAR a chiamata è davvero la soluzione o rischia di aggiungere un ulteriore livello di tensione? Di certo, il sistema attuale non convince più nessuno. E quando il malcontento diventa corale, ignorarlo diventa difficile.

