La vigilia di Natale, per i tifosi dell’Inter, ha anche un valore simbolico. Il 24 dicembre 2010, esattamente quindici anni fa, Milano si svegliò con una notizia destinata a lasciare il segno: Massimo Moratti affidava la panchina nerazzurra a Leonardo Nascimento de Araujo, il suo quindicesimo allenatore da presidente.
Una scelta clamorosa, soprattutto per il passato recente del brasiliano, ex calciatore, dirigente e tecnico del Milan, chiamato a raccogliere l’eredità di Rafael Benítez. Lo spagnolo era stato appena salutato nonostante il trionfo nel Mondiale per Club di Abu Dhabi, chiuso con il 3-0 ai sudcoreani del Seongnam in semifinale e con un’altra vittoria netta, sempre per 3-0, nella finale contro il Mazembe.
Quel successo, però, non bastò a sanare la frattura. Benítez, dopo aver alzato il trofeo, rese pubblico il suo malcontento chiedendo rinforzi immediati e maggiore supporto da parte della società. L’aut aut non piacque a Moratti, che rispose con fermezza: non era il momento di parlare di mercato. La separazione divenne inevitabile.
Leonardo è ancora il miglior allenatore nella storia dell’Inter per media punti
A gennaio, però, il vento cambiò. Leonardo arrivò e l’Inter intervenne con decisione: Giampaolo Pazzini dalla Sampdoria, Andrea Ranocchia dal Genoa, Yuto Nagatomo dal Cesena e Houssine Kharja in prestito. Un segnale chiaro di fiducia al nuovo allenatore.
Nel giorno della presentazione, Leonardo parlò di sogno e di sfida, senza nascondere l’ambizione di provare una rimonta Scudetto che, per settimane, sembrò davvero possibile. L’Inter risalì la classifica, ma il momento decisivo arrivò il 2 aprile: il derby perso 3-0 contro il Milan spense le speranze di sorpasso. I rossoneri presero il largo e i nerazzurri chiusero secondi, a sei punti.
In Europa arrivarono emozioni forti: memorabile la rimonta sul campo del Bayern Monaco agli ottavi di Champions League, meno felice l’epilogo ai quarti contro lo Schalke. In Coppa Italia, invece, l’Inter tornò a sorridere battendo il Palermo in finale e mettendo in bacheca un altro trofeo.
I numeri raccontano ancora oggi quanto quell’esperienza fu particolare: Leonardo resta l’allenatore con la miglior media punti nella storia dell’Inter, 2,16. Un’avventura breve ma intensa, conclusa in estate con la rescissione e l’approdo al Paris Saint-Germain come dirigente.
Il resto è cronaca successiva: l’arrivo di Gian Piero Gasperini e una delle parentesi più difficili della storia nerazzurra. Ma quella è davvero un’altra storia.
