“Il giro del mondo in 24 giorni” è un romanzo autobiografico di Francesco Pio Esposito, all’interno del quale il giovane attaccante dell’Inter racconta le tre settimane e mezzo più belle, intense – e anche criticate – della sua carriera calcistica in maglia nerazzurra.
Parte tutto un po’ prima in realtà , ovvero a Castellammare di Stabia nel non tanto lontano 28 giugno 2005. Qui nasce Pio, il più piccolo di tre fratelli, tutti mossi dalla passione e dalla indubbia classe che li proietteranno sui più grandi palcoscenici calcistici italiani e non solo. Articoli e dichiarazioni di addetti ai lavori di anni fa non lasciano dubbi: se c’è uno tra i tre destinato a sfondare davvero, quello è Pio.
Arriva all’Inter, trafila tra le giovanili e via in prestito allo Spezia in B. Poi il ritorno all’Inter la scorsa estate, con Esposito aggregato in prima squadra da Cristian Chivu – che lo aveva allenato nella Primavera nerazzurra – e che lo porta con lui al Mondiale per Club. Pio convince, e prende un biglietto solo andata per il giro del mondo – data di imbarco: 27 settembre 2025.
Il giro del mondo in 24 giorni: Cagliari
A Cagliari, quel 27 settembre 2025, l’Inter è attesa dai sardi rossoblù per la quinta giornata di Serie A 2025/2026. Sblocca subito Lautaro, Inter avanti. Al 64′ Chivu preleva Marcus Thuram per Pio Esposito, che nelle presenze con Ajax e Sassuolo aveva fatto già ben vedere. Tra Serie A e Champions League Esposito di minuti non ne aveva giocati neanche 200, ma gli italiani sono un popolo impaziente, e l’opinione pubblica ci ha messo meno della metà del suo tempo in campo per etichettarlo a ‘bidone’ o simili.
I social sono pieni di meme, le bocche dei giornalisti piene di veleno e l’animo di Pio Esposito è pieno di fame. Pio si tappe le orecchie e gli occhi, entra in campo e spinge sul secondo palo una palla rasoterra di Dimarco per lo 0-2: è il suo primo gol in Serie A, pesante per di più, che permette all’Inter di ottenere i 3 punti, ma non di placare l’accanimento nei suoi confronti.
Seconda tappa: Tallinn
11 ottobre 2025. L’Italia di Gennaro Gattuso vola in Estonia, a Tallinn, per una delicatissima partita contro l’Estonia valida per l’accesso ai prossimi Mondiali del 2026. E quindi starete dicendo? Beh, nel mentre che qualcuno continua a criticare Pio, con altri che, ad onor di cronaca, iniziano a schierarsi dalla sua parte, il circoletto del calcio Esposito lo nota eccome: Gennaro Gattuso lo convoca per la prima volta in Nazionale maggiore.
Quanto tempo ci ha messo Esposito per dimostrare di poterci stare? Sempre la metà di un determinato periodo di tempo, ma non quello passato in campo in questo caso, ma quello che ci avevano messo per criticarlo: meno del nulla praticamente. Alla seconda presenza, contro l’Estonia a Tallinn appunto, Esposito calcia di collo esterno una palla ricevuta da Spinazzola, risultato? Gol e momentaneo 0-3 per l’Italia. E questo è anche un gol d’autore, di prima all’angolino. Pio si presenta al mondo.
Terza fermata: Bruxelles
21 Ottobre 2025. È la terza giornata di Champions League, ed Esposito scende in campo da titolare contro l’Union Saint-Gilloise. Nei giorni e nelle settimane precedenti i compagni di squadra lo elogiano, con parole che mostrano come Pio, alle critiche, non ci faccia così tanto caso. “È un ragazzo con la testa sulle spalle“; “È concentrato e ha una grande fame“; “La mentalità è quella giusta, è destinato ad una grande carriera“. Lo coccolano, e allora Chivu gli dà una sberla prima dell’Union: “Ha dimostrato che sul palco ci può stare, ora balli“. Proprio come i nostri genitori che ci dicevano: “Hai voluto la bicicletta, e ora pedala“.
Pio indossa le scarpette da tip tap, e dopo circa 20 minuti spreca in spaccata su servizio di Lautaro. Qualche minuto dopo spara alto di testa da buona posizione da sviluppi di angolo. La partita è comunque di carattere, ma l’impressione è che non sia serata per il primo gol europeo. Poi l’apoteosi, Esposito calcia fuori da un metro a porta vuota. La ghigliottina è pronta, tutta Italia attendeva con la bava alla bocca il momento per tornare all’attacco, e questo errore aveva proprio il sapore del colpo del K.O. Come diceva qualcuno? Ah si, ha fame, è concentrato, ha la mentalità giusta. Vai a vedere che alla fine questi avevano ragione. Dopo pochi minuti, come se nulla fosse successo e come se il peso dell’errore non lo avesse neanche smosso, Esposito fa 4-0. Tutti a pancia vuota. Non un gol da prima pagina, ma un gol da prima volta, da prima volta in Champions League. “Ciao Europa, sono Pio, ci rivediamo presto“.
Prossimo step: restare in volo
Ora balli. E ha ballato. Non conosce ancora la coreografia a memoria, qualche passo lo sbaglia e pesta i piedi alla partner al momento del lento. E forse è questo il suo grande problema agli occhi dell’Italia, un ragazzo giovane che non si è presentato in punta di piedi, ma pestandoli agli altri. Dando fastidio a più di qualcuno. Perché l’Italia forse non è pronta a farsi schiacciare dal peso di chi, il peso del mondo calcistico, vuole portarlo sulle sue imponenti spalle. Si fa molto prima a dire che ormai nel Bel Paese di talenti non ne crescono più, si preferisce piangere sulla foto di Lamine Yamal piuttosto che essere la cornice protettrice di quella di Pio.
Pio sta dimostrando che in Italia, anche se nel più piccolo angolo buio e nascosto, un lumicino di buon lavoro e speranza brilla ancora. Non sappiamo dove lo condurrà la sua luce, ma lo abbiamo detto, il biglietto aereo è solo andata – 24 giorni non bastano, e Pio non ha di certo voglia di tornare con i piedi per terra, non sia mai li pesti a qualcuno…
