La delusione per l’uscita dalla Champions League è ancora viva in casa Inter. La doppia sconfitta contro il Bodø/Glimt ha lasciato scorie, ma senza generare drammi interni. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, ieri la dirigenza al completo si è ritrovata alla Pinetina per fare il punto della situazione e analizzare quanto accaduto.
Il clima non sarebbe stato da processo, bensì da valutazione lucida. L’eliminazione non viene considerata una tragedia sportiva, anche perché la squadra è ancora pienamente in corsa per gli altri due obiettivi stagionali: lo scudetto e la Coppa Italia. L’indicazione è chiara: archiviare l’Europa e concentrare energie e attenzione sul fronte domestico.
Il nodo economico
Se sul piano sportivo si guarda avanti, sul piano finanziario l’impatto è inevitabile. La cavalcata europea della scorsa stagione aveva portato nelle casse nerazzurre oltre 136 milioni di euro. Quest’anno, invece, gli incassi si sono fermati a quota 71 milioni.
Una differenza di circa 65 milioni che, in termini assoluti, è significativa. Tuttavia, non rappresenta un’emergenza per il club. I risultati economici dell’ultima annata hanno infatti contribuito a rimettere in ordine i conti, offrendo una base più solida rispetto al passato.
Proprio per questo motivo l’Inter non sarà costretta a sacrificare un big per esigenze di bilancio nella prossima sessione estiva. Le eventuali cessioni non nasceranno da necessità impellenti, ma da scelte strategiche.
Ciò non significa immobilismo. La dirigenza sta comunque valutando scenari di rinnovamento della rosa, con possibili cambiamenti significativi in diversi reparti. Ma si tratterà di decisioni pianificate, non di operazioni obbligate.
L’eliminazione europea brucia, ma non destabilizza. L’Inter riparte dai suoi obiettivi nazionali e da una situazione economica che, pur con qualche mancato introito, resta sotto controllo.

