Alessandro Altobelli compie 70 anni. “Spillo”, campione del mondo nel 1982, icona dell’Inter e bomber da oltre 300 gol in carriera, festeggia il traguardo con l’umiltà di sempre: “Sto bene, grazie. Mi sono preparato, questi 70 anni li affronto con serenità. Non mi aspettavo tutti questi festeggiamenti: Inter, Brescia, il mio paese… mi hanno emozionato. Non so neanche se me li merito”.
Spillo, un soprannome diventato leggenda: “Il soprannome nasce ai tempi del Latina. Arrivavo agli allenamenti in autostop o con l’autobus e c’era un maestro che mi veniva incontro ogni giorno per accompagnarmi in spogliatoio. Un giorno mi chiamò ‘Spillo’: ero alto e magro, disse che gli ricordavo uno spillo. Da allora non mi ha abbandonato più… anche se forse ora dovrei cambiarlo”, scherza Altobelli intervistato da Sport Mediaset.
La Nazionale e gli spareggi
“Se giudichiamo l’Italia dalla partita con la Norvegia non possiamo essere soddisfatti. Ma io ho fiducia. È una squadra giovane, di qualità, con passione. L’Italia ha una storia straordinaria: quattro Mondiali e due Europei non arrivano per caso. Sono convinto che agli spareggi questa squadra si farà valere”.
Altobelli e un amore eterno: l’Inter
“Per me l’Inter è una famiglia. Ogni volta che voglio andare allo stadio sono sempre il benvenuto. Però ringrazio anche tutte le squadre in cui ho giocato: Brescia, Latina, la Juventus… ho avuto dirigenti che hanno creduto in me quando nemmeno io immaginavo una carriera così. Giocare un Mondiale, segnare in finale, vincere… sono emozioni che capitano a pochissimi”.
Cosa pensa dell’Inter di Chivu
“Molti erano scettici quando è arrivato all’Inter perché allenava il Parma. Ora tutti riconoscono che è un tecnico preparato, che può vincere e che conosce il calcio. Ma gli ex calciatori il calcio lo respirano: la difficoltà è far entrare le proprie idee nella testa dei giocatori”.
Il gol più bello e quello più importante
“Il più importante è facile: il 3-0 nella finale del Mondiale ’82. Lo ricordano tutti, ogni volta che vado in giro qualcuno ne parla. Anche Pertini disse: ‘Adesso non ci prendono più’. Il più bello? Forse una rovesciata contro il Nantes con la maglia dell’Inter. Ma avendo segnato più di 300 gol, ognuno può scegliere il suo preferito”.
La vita in Qatar e il futuro
“Ho passato molto tempo in Qatar per commentare il calcio italiano sulla tv nazionale. Ora vado spesso in Kuwait per lo stesso motivo. I viaggi sono lunghi, ma mi piace portare il nostro calcio all’estero”.
E il prossimo gol, a 70 anni?
“Sarebbe arrivare a festeggiare gli 80, i 90, i 100. Sarebbe quello il gol più bello. Ma non dipende più da me. Tutto ciò che dipendeva da me l’ho sempre fatto, non sempre bene, ma l’ho fatto”.
Chi vince lo Scudetto?
“Inter e Napoli hanno qualcosa in più, ma occhio anche alla Juve e alla Roma: squadre forti, allenatori bravi. Sarà un campionato difficile e combattuto”.
Un messaggio ai tifosi
“Voglio ringraziare tutti: i tifosi della Nazionale, dell’Inter, della Juve, del Brescia, del Latina e anche chi non ha mai tifato per le mie squadre. Il calcio vive grazie alla passione della gente e io, di questa passione, ho sempre avuto un grande rispetto”.
