A cura di Flavio Verzola.
La serenità della sconfitta è sempre determinata dalla forza dell’avversario. Per la prima volta dobbiamo rendere pieno merito ai londinesi, superiori in tutto e meritatamente vincenti. Ciò non toglie che un minimo di acidità di stomaco risale comunque dall’esofago irritato. Loro sono un fiume in piena, ti avvolgono nelle loro spire come un’anaconda, e non ti lasciano la benché minima possibilità di sfuggire alla morte certa.
Riprendo a scrivere dopo un viaggio all’estero, partite viste e non viste tra streaming arditi e traballanti, e malinconiche cronache per radio.
Ci aspetta uno scoglio enorme, diventato tale dopo i passi falsi nelle partite precedenti. Questo forse è il reale rimpianto, con Atletico e Liverpool si poteva e si doveva fare di più. Contro i Gunners, vincere sarebbe stata una vera impresa. Di sicuro la lezione sulla tecnica, sulla aggressione, sull’atletismo, sulla qualità e profondità della rosa, è stata spietata quanto illuminante, su quello che questa società dovrebbe fare per migliorare. Intendiamoci la differenza sui budget è abissale, ma quando hai pochi soldini e in più li spendi ad minchiam allora azzeri anche le minime possibilità di successo. Houston abbiamo un problema, anzi almeno tre, ma questo si sapeva da un pezzo, e questi signori hanno ben stretti i cordoni della borsa, con l’unico imperativo categorico di guadagnare più non posso, speculando sulla passione inesauribile del popolo. Ciò nonostante siamo primi e competitivi in un campionato tra i più scarsi degli ultimi cent’anni.
Concedetemi una breve analisi sulle mancanze strutturali di questa squadra, senza temere di essere additato come intertriste, cercando di essere il più possibile estraneo alla passione e all’amore per questi colori.
Partiamo dalla porta, la trasformazione di Sommer in Emmental è palese, ha perso reattività e tempismo, e visto che madre natura non gli ha regalato due metri di altezza, arrivare al pallone diventa complicato. Non parlo solo dei gol presi ieri, ma di quelli presi in generale, se poi paragoniamo i miracoli del dirimpettaio portiere dei ratti, il confronto è impietoso.
Capitolo esterno destro, capisco che le alternative non ci sono, e non voglio entrare nel merito di chi ne ha avallato l’acquisto, spero sotto l’effetto di droghe pesanti altrimenti non si spiega, ma la Luisella è costantemente timido e impacciato, mai un guizzo, mai un sussulto, fa il compitino con applicazione ma non esce mai dalla mediocrità . Sul primo gol di Gabriel Jesus si addormenta, sarebbe bastato un passo per metterlo in fuori gioco. Il vecchio leone Acerbi è un guerriero e per voglia e abnegazione ha tutto il mio rispetto, ma appena gli spazi si allargano proprio non ce la può fare! Bastoni è un fenomeno, lo ritengo il miglior difensore italiano per completezza e tecnica, ma si deve ricordare che è soprattutto un difensore, consiglio una full immersion con filmati di Ferri, Samuel, Materazzi, e magari anche Chiellini. Ieri si lascia andare ad una reazione legittima ma che sarebbe potuta costare carissima. Barella corre per tre, generoso e ammirevole, ma forse dovrebbe correre meno ed essere più preciso ed essenziale, meno svolazzi inutili e più applicazione, lo vedo lontano dai suoi picchi, inoltre non vede più la porta, le sue sbracciate in campo sono tanto inutili quanto insopportabili.
Michi…e che gli vuoi dire a uno che ha fatto i 37 e li porta benissimo, ma sono comunque tanti. Frattesi non è ne carne ne pesce, forse ha la testa altrove e si vede, sul terzo gol si perde insieme a Sucic, l’attaccante che ha tutto il tempo di fare quello che vuole. Thuram, gli vogliamo un bene dell’anima, come agli altri ragazzi del resto, ma lo vedo spesso molto meno determinante di quanto potrebbe essere, penso e spero sia solo una questione di forma. Insomma la squadra combatte e si applica ma quando il livello si alza va in apnea, se in Italia basta poco per migliorare, anche se il dato sugli scontri diretti pesa come un macigno, in Europa è palese la differenza. Prima di cantare il de prufundis nel pessimismo cosmico tipicamente interista, posso dire almeno di essere entusiasta per il nostro mister. Caschetto è un uomo serio, sincero e di valore, il che unito alle doti da allenatore contribuiscono a renderlo un valore aggiunto alla squadra. Essendo un uomo intelligente avrà sicuramente, quanto e meglio del sottoscritto, valutato i problemi di questa rosa e le possibili soluzioni, certo che per quanto sia bravo non è Harry Potter, e senza un importante sforzo della società , non può certo fare I miracoli. Tra le note sicuramente positive mostrate anche ieri, la crescita importante di Sucic, e la presenza fisica e tecnica imponente del Pio nostro, e a quanto pare anche i tifosi dei Gunners, abituati ai grandi giocatori se ne sono accorti! Archiviata la Champions, senza isterismi e senza rischiare di buttare il bimbo con l’acqua sporca, probabilmente dovremo fare gli spareggi per la fase finale, a meno di una serie di combinazioni ardite, tenendo conto comunque di una nostra vittoria al Westfalenstadion di Dortmund, cosa tutt’altro che facile. Comunque ci proveremo, con coraggio e serenità …. certo che se avessimo un Ivan Perisic in più…..
Sotto con il Pisa, non c’è tempo per i rimpianti. Marcia Avanti
