Gravina. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, rompe il silenzio sulle crescenti critiche che hanno accompagnato il percorso della Nazionale in un momento cruciale per la qualificazione al prossimo Mondiale. Intervistato dal Corriere dello Sport, Gravina ha risposto con fermezza a coloro che ne chiedono le dimissioni, mantenendo un tono di apparente serenità.
La replica più tagliente è rivolta a chi usa il mantra “vai a lavorare”. “A chi mi dice ‘vai a lavorare’ rispondo: se vado via io, riparte il calcio e vinciamo i Mondiali“?, ha chiesto Gravina, ponendo l’accento sull’assenza di un nesso causale tra la sua poltrona e la vittoria sportiva. Il presidente si dichiara “un uomo sereno” proprio in virtù di questa consapevolezza, suggerendo che un cambio al vertice non risolverebbe magicamente problemi complessi, ma anzi potrebbe disperdere energie preziose.
Gravina predilige l’ottimismo
Riguardo al rischio, sempre incombente, di mancare un’altra qualificazione mondiale, il presidente FIGC si è mostrato risolutamente ottimista: “A marzo non manca molto e dopo l’inverno c’è sempre la primavera“, ha dichiarato. Questo ottimismo, tuttavia, non è campato in aria. Gravina sostiene di basarlo su “basi concrete, reali, su elementi oggettivi come il percorso che ci ha portato fin qui al netto del secondo tempo con la Norvegia“, riconoscendo implicitamente gli errori ma valorizzando il cammino generale della squadra.
L’appello finale di Gravina è un monito contro l’autolesionismo e l’eccesso di negatività. Sostenendo che “il pessimismo ci fa sprecare energie, disperderle non aiuta la causa“, il presidente chiama a raccolta l’intero movimento. La soluzione, per lui, risiede nell’unione d’intenti e nel lavoro congiunto. “Rimbocchiamoci le maniche, impegniamoci tutti insieme. E dico tutti“, ha concluso.

