Gravina. Nel corso del consiglio federale odierno, Gabriele Gravina ha affrontato diversi temi cruciali per il futuro del calcio italiano, a partire dalla possibilità di rinviare la 30ª giornata di Serie A in vista dei playoff della Nazionale. Una strada che il presidente FIGC ha escluso in maniera netta: “Il rinvio o lo spostamento della giornata non lo ritengo percorribile“. Più concreta, invece, l’ipotesi di organizzare uno stage a febbraio per permettere al CT Gattuso di lavorare con i giocatori convocabili, anche se la rosa dei selezionabili resta ridotta.
Altro tema centrale è quello della presenza di calciatori italiani nelle rose dei club di Serie A. Gravina ha chiarito che non esistono margini per introdurre obblighi o quote minime, ricordando che “le società di capitali non possono ricevere limitazioni nelle loro attività economiche“. Il presidente ha però aperto alla possibilità di incentivi economici e a una revisione della Legge Melandri per favorire gli investimenti nei vivai, sottolineando come oggi tali spese siano viste come semplici costi e non come un patrimonio per il futuro.
Gravina: “Italia fuori dal Mondiale? Sarebbe un danno d’immagine enorme”
Gravina ha affrontato anche il dibattito sul possibile legame tra il suo mandato e l’esito del percorso della Nazionale verso i Mondiali, definendolo un tema spesso alimentato dall’esterno: “Io sono ottimista, credo che andremo ai Mondiali“, ha ribadito, ricordando come la Federazione lo abbia confermato con un consenso del 98,7%. L’assenza dell’Italia alla rassegna iridata rappresenterebbe “un danno per i tifosi e per l’immagine del calcio italiano“, ma anche per gli organizzatori, visto il peso del brand Italia nel panorama globale.
Sul sistema di qualificazione, il presidente FIGC ha ricordato che il regolamento è noto e condiviso a livello internazionale. Pur riconoscendo che un ranking elevato dovrebbe teoricamente portare qualche vantaggio, Gravina ha preferito concentrarsi sull’unico aspetto realmente decisivo: vincere in campo.

