Rino Gattuso accende i motori in vista dello spareggio decisivo contro la Bosnia, una sfida che vale l’accesso ai prossimi Mondiali. Il CT azzurro non nasconde l’adrenalina che precede il fischio d’inizio: “Vive, chi gioca a calcio, per notti così. Quando hai il formicolio, la tensione sale, non c’è cosa più bella“. Consapevole della missione storica dopo due assenze consecutive, Gattuso avverte il gruppo: “Dobbiamo essere bravi a non perdere energie per buttarle tutte in campo“, sottolineando come chi non sente questo fuoco dovrebbe “appendere le scarpe al chiodo o smettere da allenatore“.
L’obiettivo primario è la concretezza, anche a discapito dell’estetica. Il tecnico punta sulla resilienza storica del calcio italiano per superare l’ostacolo: “Se siamo meno belli va bene, non è un problema. Con mentalità, voglia, sapendo soffrire abbiamo raggiunto obiettivi inaspettati“. Gattuso chiede coraggio ai suoi per affrontare una squadra fisica e veloce, ricordando che i suoi ragazzi sono cresciuti: “Abbiamo le possibilità di andare ai Mondiali, siamo migliorati tanto come squadra e gruppo“.
Il legame con Dzeko e la missione per i tifosi
Nonostante la tensione, il CT ha dedicato parole di profonda stima per il capitano avversario Edin Dzeko, con cui vanta un legame sincero: “Abbiamo parlato l’anno scorso ed è nato un rapporto incredibile. A 40 anni segna ancora: è avanti anni luce come professionista“. Definendo l’attaccante un “grande campione e uomo“, Gattuso ha spento le polemiche pre-gara, ribadendo che non ci sono differenze di approccio tra le varie avversarie: “I giocatori sanno bene che non c’è differenza tra Galles e Bosnia“.
Poi, il tecnico si è rivolto direttamente al cuore del Paese, ricordando il calore percepito nelle piazze e negli stadi: “Quello che ho sentito per gli stadi, girando per strada… domani sta a noi dare una gioia a tutti“. L’auspicio finale è un impegno solenne verso i milioni di spettatori pronti a sostenere la maglia azzurra: “Speriamo arrivi questa gioia“. Tutto è pronto per una notte da dentro o fuori, dove il cuore dovrà battere più forte della paura.

