L’FC Haka, una delle società più prestigiose del calcio finlandese, nove titoli nazionali e dodici coppe in bacheca, sta attraversando una delle crisi più profonde della sua lunga storia. La retrocessione maturata a ottobre, dopo una stagione chiusa all’ultimo posto del Gruppo B con appena 17 punti, rappresenta il punto più basso mai toccato dal club di Valkeakoski.
Per una realtà nata in una cittadina di poco più di 20.000 abitanti e capace, negli anni ’80 e poi nei primi Duemila, di affacciarsi persino ai turni preliminari di Champions League, l’impatto è stato devastante. Ma alla delusione sportiva si è aggiunto un episodio ancora più inquietante, destinato a lasciare un segno indelebile: tre minorenni hanno dato fuoco al Tehtaan Kenttä, lo stadio simbolo dell’Haka.
L’incendio è divampato nella notte di domenica 7 dicembre. Le fiamme, partite dalle tribune, hanno rapidamente avvolto gran parte dell’impianto da 5.300 posti. Il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato conseguenze peggiori, ma le immagini diffuse mostrano un rogo devastante: il campo sintetico completamente carbonizzato e strutture danneggiate in modo serio. La comunità, già provata dalla retrocessione, è rimasta sconvolta.
El FC Haka uno de los clubes más grandes de Finlandia tras terminar último del Grupo B con 17 puntos perdió la categoría.
Consumada la caída, un pequeño grupo: tres menores de edad, de aprox 15 años, incendiaron el estadio Tehtaan kenttä
Fuerza @FCHakaOfficial !!!
🇫🇮 07.12 pic.twitter.com/FhfLGtB1Nv— 𝕊𝕋𝔸ℕ𝔻 𝕐𝕆𝕌ℝ 𝔾ℝ𝕆𝕌ℕ𝔻 👊 (@Ultramaniatics) December 11, 2025
Nel giro di poche ore la polizia finlandese ha identificato i responsabili: un quindicenne, che ha confessato, e due suoi coetanei coinvolti nella vicenda. Pur non rischiando pene severe a causa dell’età, i tre potranno comunque essere chiamati a rispondere dei danni economici ingenti provocati al club.
Marko Larsson, dirigente dell’Haka, ha sintetizzato così la situazione: “Era l’ultima cosa di cui avevamo bisogno. La retrocessione è stata un colpo durissimo, e ora ci troviamo ad affrontare anche questo disastro. Per fortuna la comunità ci sta sostenendo, ma la ricostruzione sarà lunga e complessa”.
L’Haka, costretto a riorganizzarsi dopo il peggior anno della sua storia recente, dovrà ora convivere anche con la perdita del proprio stadio, un luogo che per decenni ha rappresentato identità e orgoglio per Valkeakoski. La rinascita sportiva e strutturale del club si preannuncia una sfida titanica.

