Il conto alla rovescia per il derby di Milano è ormai alle battute finali. Una sfida che, come spesso accade, va oltre i novanta minuti e diventa un racconto di storia, identità, passioni familiari. A ricordarlo è Gianfelice Facchetti, figlio dell’indimenticato Giacinto, che intervenuto ai microfoni della Rai durante “Bar Sport” ha offerto una lettura speciale dell’attesa stracittadina.
Secondo Facchetti, quello di domenica sera non sarà un derby come gli altri. “È unico perché per la prima volta si gioca in un San Siro di proprietà dei due club. Speriamo che vada come la prima volta a San Siro, il famoso 6-3 del 1926” – ha dichiarato.
Un richiamo storico che riporta indietro di quasi un secolo, quando Inter e Milan si sfidarono nel primo derby ufficiale nella nuova “Scala del calcio”, inaugurando una rivalità eterna. Riproporre oggi quel fascino, in una casa finalmente condivisa, aggiunge un ulteriore strato emozionale alla partita.
A chi gli chiede quale giocatore toglierebbe al Milan di Allegri, la risposta di Facchetti è netta, quasi sorprendente: nessuno. “Con il dovuto rispetto, credo che l’Inter abbia trovato un equilibrio e possa giocarsi la partita a viso aperto, ovviamente con attenzione perché Allegri conosce bene queste sfide. Rispetto, ma testa alta”.
Il ricordo più bello: “La seconda stella, una notte indimenticabile”
Impossibile, per un Facchetti, parlare di derby senza evocare i ricordi di famiglia. Gianfelice non si sottrae: “Mio padre aveva un derby del cuore, quello in cui ha segnato. Il mio è quello della seconda stella, quella notte con il freddo, la pioggia e una parte di città in festa: certamente indimenticabile”.
