Home Europa League 2019/20 Siviglia-Inter 3-2, l’Inter perde la finale ed è grande l’amarezza

Siviglia-Inter 3-2, l’Inter perde la finale ed è grande l’amarezza

Gli spagnoli del Siviglia portano a casa l’Europa League

Siviglia-Inter 3-2,  l’Inter perde la finale ed è grande l’amarezza

Gli spagnoli del Siviglia portano a casa l’Europa League

Siviglia-Inter 3-2,  l’Inter perde la finale ed è grande l’amarezza. Gli spagnoli del Siviglia portano a casa l’Europa League. Così fa male. Così è doloroso. Finisce sul più bello la corsa nerazzurra in questa calda, insolita estate di calcio. Finisce con il Siviglia che alza quella coppa con la quale ha un legame speciale e quasi magico, di sicuro indissolubile. Finisce con i ragazzi di Antonio Conte sdraiati sul prato dello stadio di Colonia con un’amarezza che si irradia e cresce. E maturerà, non c’è dubbio, ma che dovrà servire a fortificare. Dovrà essere presa come appiglio per ripartire.

Certo, il 3-2 maturato a Colonia che regala la sesta Coppa Uefa/Europa League della storia agli andalusi, su sei finali giocati, brucia. Brucia per il vantaggio iniziale dopo soli 2′ con Lukaku, brucia per i tre gol inusuali presi dall’Inter, due di testa e uno in mischia, con una deviazione sfortunata proprio del belga. E alla fine non viene medicato dal tentativo finale, dal cuore e dallo sforzo messi fino al 96′, nel lungo ostruzionismo della squadra spagnola.

A scorrere l’antologia delle finali europee non è semplice trovare un primo tempo nel quale si segnano 4 gol, due dei quali nei primi 12 minuti, e nel quale entrambe le squadre vanno in vantaggio, per poi essere rimontate. Siviglia-Inter, invece, fa l’eccezione, in questa Europa League che eccezionale è stata nella formula e nel momento. Se Conte non sorprende, schierando per la quarta volta lo stesso undici, Lopetegui cambia solo una pedina: inserisce de Jong, in gol contro il Manchester United, mossa che si rivelerà azzeccata.

L’avvio, però, è a tinte nerazzurre. Neanche tre giri di orologio e Lukaku è già con la palla sul dischetto, pronto a battere Bounou per l’1-0. Un gol voluto con forza, alimentato da una ripartenza d’oro di Barella, a cui segue una volata classica del belga, steso in area da Diego Carlos. Rigore netto e gol immediato, il 34esimo della stagione per il numero 9. Un gol che per le statistiche vale molto – raggiunto Ronaldo come marcature alla sua prima stagione all’Inter – e per la partita ancora di più.

L’Inter però non trova misure e continuità nell’azione, nonostante un vantaggio che avrebbe potuto agevolare le cose. Il Siviglia è squadra esperta e sorniona, anche smaliziata. Il pareggio arriva a stretto giro, al 12′: cross di Navas e gran tuffo di de Jong a bruciar Godin e battere Handanovic. Pareggio e partita che si incendia più sul piano del nervosismo che su quello del gioco. La posta in palio è alta, la tensione pure. L’Inter lavora su assi conosciuti: la palla su Lukaku e la ricerca di D’Ambrosio nell’inserimento sul secondo palo.

Quella di Colonia, però, è una partita strana e imprevedibile, da colpi di testa. Il primo, ancora, al 33′, è quello di de Jong: altro stacco perentorio e palla sotto la traversa. Un 2-1 inaspettato e doloroso, che viene subito medicato da un gol speculare: punizione di Brozovic e imperiosa elevazione di Godin per il 2-2. Liberatorio e provvidenziale, il gol dell’uruguaiano: leader e habituée dei palcoscenici importanti, sesto giocatore della storia a trovare il gol sia in finale di Champions League (con l’Atletico Madrid) sia in quella di Europa League.

Con il match sul 2-2, la partita torna su binari più canonici per una finale: più attesa e più attenzione, meno strappi. L’occasione buona al 52′ capita sul piede di Gagliardini, murato da Diego Carlos. Il centrale del Siviglia è l’uomo del match, in tutti i sensi: dal rigore su Lukaku in avvio si riprende prima con questo salvataggio disperato, poi con il gol al 74′, figlio di un’altra punizione dalla trequarti. Ecco, il gol che ci condanna e che ci piega, che ci fa perdere la finale, emerge da un flipper, da una rovesciata che Lukaku devia d’istinto alle spalle di Handanovic. Proprio il numero 9 aveva avuto la palla per il 3-2, al termine di una grande fuga da centrocampo, con Bounou bravissimo a salvare in spaccata.

Il finale, come detto, è completamente spezzettato: il Siviglia smette di giocare e lo impedisce anche ai nerazzurri, l’occasione della vita arriva all’81’ a Moses e poi Sanchez, con il salvataggio sulla linea di Koundé. È l’ultimo vero sussulto di un match che si trascina nervosamente e stancamente alla fine di questa maratona.

Amara, bruciante, non sappiamo se ingiusta. La fatica di un’estate nel quale si è dato tutto non ha il premio che ci sentivamo di meritare. Ma siamo l’Inter, e siamo una squadra. Sapremo ripartire, dalla passione di questi ragazzi e dall’affetto degli interisti di tutto il mondo. Siamo l’Inter.

SIVIGLIA-INTER 3-2 – IL TABELLINO

SIVIGLIA (4-3-3): 13 Bounou; 16 Jesus Navas, 12 Koundé, 20 Diego Carlos (17 Gudelj 86′), 23 Reguilón; 24 Jordán, 25 Fernando, 10 Banega; 41 Suso (22 Vázquez 78′), 19 de Jong (51 En Nesyri 86′), 5 Ocampos (11 Munir 70′).

A disposizione: 1 Vaclík, 31 Sánchez, 3 Sergi Gómez, 18 Escudero, 21 Oliver Torres, 28 José Alonso, 36 Genaro, 40 Pablo Pérez.

Allenatore: Julen Lopetegui.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 2 Godin (87 Candreva 90′), 6 de Vrij, 95 Bastoni; 33 D’Ambrosio (11 Moses 78′), 23 Barella, 77 Brozovic, 5 Gagliardini (24 Eriksen 78′), 15 Young; 9 Lukaku, 10 Lautaro (7 Sanchez 78′).

A disposizione: 27 Padelli, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 20 Valero, 30 Esposito, 31 Pirola, 34 Biraghi, 37 Skriniar.

Allenatore: Antonio Conte.

 

Marcatori: 5′ Lukaku (I) su rig., 12′ e 33′ de Jong, 35′ Godin (I), 74′ Diego Carlos (S)

Ammoniti: Diego Carlos (S), Barella (I), Banega (S), Bastoni (I), Gagliardini (I)

Note: ammonito Conte (I)

Recupero: 1′, 6′.

Arbitro: Makkelie (OLA).

Assistenti: Diks (OLA), Steegstra (OLA).

Quarto Uomo: Sidiropoulos (GRE).

VAR: Kamphuis (OLA).

Assistenti VAR: Blom, Gil, Sokolnicki.

Fonte del testo: http://www.inter.it/