Home Europa League 2019/20 Inter-Shakhtar Donetsk 5-0, l’Inter abbatte lo Shakhtar e conquista la finale

Inter-Shakhtar Donetsk 5-0, l’Inter abbatte lo Shakhtar e conquista la finale

I nerazzurri dominano, giocano bene e regalano una notte di gran calcio

Inter-Shakhtar Donetsk 5-0, l’Inter abbatte lo Shakhtar e conquista la finale

I nerazzurri dominano, giocano bene e regalano una notte di gran calcio

DUSSELDORF – Inter-Shakhtar Donetsk 5-0, l’Inter abbatte lo Shakhtar e conquista la finale. I nerazzurri dominano, giocano bene e regalano una notte di gran calcio. Nel segno di un’estate che, a questo punto, vorremmo non finisse mai. La allunghiamo ancora, sì, perché venerdì andiamo a Colonia a giocarci la finale di Europa League. Ci siamo, il nostro lungo percorso arriva all’ultimo step stagionale, quello più prezioso. Ma il penultimo gradino, quello scalato questa sera a Düsseldorf, è la summa di tutto ciò che è questa squadra. Un gruppo serio, giocatori forti, un attaccamento per la maglia che non fa lesinare nemmeno una goccia di sudore.

Vinciamo 5-0 contro lo Shakhtar Donetsk, un risultato roboante, meritato, netto, giustissimo. Trascinati da Lautaro (due gol e un assist), dall’inesauribile Barella, dal solito D’Ambrosio, dal feroce Lukaku. E da tutti gli altri. Adesso ci siamo: venerdì 21 andiamo a Colonia a giocarci la nostra quinta finale di Coppa UEFA/Europa League. Di fronte avremo il Siviglia, la squadra specialista della competizione. Ma dieci anni dopo torniamo in una finale europea, e come sempre daremo tutto.

“En garde”. L’avvio del match sembra una lunga attesa verso la prima stoccata pericolosa. L’atteggiamento è quello di studio, proprio come quello di due schermidori in attesa del primo affondo. L’Inter, schierata con il 3-5-2 e con gli stessi 11 delle sfide con Getafe e Bayer Leverksuen approccia la sfida con princípi soliti e solidi. Lo Shakhtar, invece, sceglie un piano partita totalmente differente a quello dei tedeschi: la squadra di Castro rinuncia completamente al pressing alto, lasciando ad Handanovic e a tutti i difensori nerazzurri la libertà di giocare il pallone, di gestire il ritmo, di alzare la linea difensiva. Una strategia che mira a non lasciare la difesa ucraina nell’uno contro uno con i due centravanti nerazzurri.

L’Inter invece aggredisce alta e forza agli errori in disimpegno la retroguardia ucraina. Barella, il più attivo, fa le prove sui passaggi che escono dal piede di Pyatov, veterano estremo difensore dello Shakhtar. Proprio da un suo pallone sballato Barella si attiva: vola sulla destra e pennella un cross perfetto per Lautaro, che di testa, alla prima occasione, timbra l’1-0.

Il gol è una stoccata che mette l’Inter in posizione di vantaggio e permette alla squadra di Conte di scegliere i tempi e i modi nei quali portare gli assalti. Barella è sempre il più ispirato, nella doppia funzione di distruttore di gioco e di primo incursore. Le occasioni per il raddoppio sono per D’Ambrosio, in inserimento, e proprio per Barella, con un destro in diagonale. Il finale di primo tempo, però, vede crescere lo Shakhtar: nessuna pressione alta, ma tanto possesso e ricerca di geometrie, tagli e cambi di gioco. La velocità e la tecnica dei tanti brasiliani si impone ma produce solo un gran destro da fuori di Marcos Antonio.

È ancora l’Inter ad aggredire la partita, anche nella ripresa. Lautaro è un Toro scatenato e prova la giocata strabiliante con un pallonetto sul quale Pyatov deve superarsi. La squadra di Conte gioca, quella di Castro traccheggia. L’unico sussulto lo trova al 18′ con un colpo di testa ravvicinato di Junior Moraes che spaventa Handanovic. Ma è l’ultimo, l’ultimo segnale di vita dello Shakhtar: un minuto dopo l’ondata nerazzurra travolge gli ucraini, annichilendoli.

Il primo colpo è di D’Ambrosio, con un classico colpo di testa: quinto gol stagionale, arrivato su corner di Brozovic e con la preghiera di mister Conte che, seguendo il viaggio della palla, urla un “Vai Danilo” propiziatorio. Il 2-0 distrugge il morale degli ucraini e scatena uno show dei centravanti nerazzurri. Lautaro, più che ispirato, inventa il 3-0: ennesimo pallone recuperato dall’Inter nella metà campo avversaria, dribbling e destro all’angolo da fuori area.

Non è finita, perché l’Inter continua a mordere la presa: alla festa manca Lukaku ed è Lautaro, con forza, a cercare il compagno per spalancargli la via del gol. Nasce così, al 78′ il 4-0, con un sinistro millimetrico. Ma il belga, meno devastante del solito nella prima parte del match, si prende la gloria finale e con una fuga solitaria e un destro preciso timbra un 5-0 storico, che lo porta a quota 33 reti stagionali.

Una vittoria pesantissima, netta, meritatissima, che ci manda a Colonia. A giocarci la quinta finale di Coppa UEFA/Europa League della nostra storia. Forza ragazzi!

INTER-SHAKHTAR DONETSK 5-0 | IL TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 2 Godin, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 33 D’Ambrosio (11 Moses 81′), 23 Barella, 77 Brozovic (12 Sensi 85′), 5 Gagliardini, 15 Young (34 Biraghi 66′); 9 Lukaku (30 Esposito 85′), 10 Lautaro (24 Eriksen 81′).

A disposizione: 27 Padelli, 7 Sanchez, 13 Ranocchia, 20 Valero, 31 Pirola, 37 Skriniar, 87 Candreva.

Allenatore: Antonio Conte.

SHAKHTAR DONETSK (4-2-3-1): 30 Pyatov; 98 Dodô, 4 Kryvstov, 5 Khocholava, 22 Matviyenko; 8 Marcos Antonio, 6 Stepanenko; 11 Marlos (15 Konoplyanka 75′), 21 Alan Patrick (19 Solomon 59′), 7 Taison; 10 Junior Moraes.

A disposizione: 81 Trubin, 9 Dentinho, 14 Tetê, 20 Kovalenko, 27 Maycon, 28 Marquinhos, 50 Bolbat, 76 Pikhalonok, 77 Bondar, 99 Fernando.

Allenatore: Luis Castro.

Marcatori: 19′ Lautaro (I), 64′ D’Ambrosio (I), 74′ Lautaro (I), 78′ Lukaku (I), 84′ Lukaku (I)

Ammoniti: Taison (SD)

Recupero: 1′ – 0′.

Arbitro: Marciniak (POL).

Assistenti: Sokolnicki (POL), Listkiewicz (POL).

Quarto Uomo: Collum (SCO)

VAR e Assistente VAR: Gil (POL), Kwiatkowski (POL).

Fonte del testo: http://www.inter.it/