Esonero Pioli. L’inizio di stagione della Fiorentina è diventato un incubo. Dopo dieci giornate di Serie A, i numeri parlano chiaro: quattro punti, nessuna vittoria e sedici gol subiti, peggior difesa del campionato. Un ruolino di marcia che ha fatto precipitare la squadra di Stefano Pioli in una crisi profonda, al punto che la sua esperienza a Firenze sembra ormai giunta al capolinea.
La sconfitta casalinga contro il Lecce (0-1), arrivata contro una squadra che fino a domenica aveva raccolto una sola vittoria, ha fatto esplodere la tensione in casa viola. La società ha reagito con decisione, disponendo il ritiro a tempo indeterminato al Viola Park e avviando un confronto interno per valutare il futuro della guida tecnica.
Nonostante il momento critico, Pioli non sembra intenzionato a dimettersi. L’allenatore, legato da un contratto ancora in essere, preferirebbe attendere una decisione ufficiale della società, che valuta ormai concretamente l’esonero. Dopo l’addio del direttore sportivo Daniele Pradè, si profila dunque una rivoluzione interna.
Esonero Pioli, Vanoli in pole
Il futuro potrebbe delinearsi già nelle prossime ore. Difficilmente Pioli sarà in panchina nella sfida di Conference League contro il Mainz, in programma giovedì in Germania. Il nome più caldo per la successione è quello di Paolo Vanoli, ex allenatore del Torino e attualmente senza squadra.
Secondo le ultime indiscrezioni, un contatto tra le parti c’è già stato, anche se sul tecnico veneto c’è anche l’interesse del Genoa, che starebbe valutando alternative come Daniele De Rossi e Luca Gotti. La Fiorentina, dal canto suo, starebbe riflettendo anche su altri profili: non è escluso un clamoroso ritorno di Raffaele Palladino, oppure una virata su nomi di esperienza come Thiago Motta o lo stesso De Rossi.
Cosa non ha funzionato nel progetto Pioli
L’arrivo di Pioli doveva rappresentare la svolta. Con 90 milioni investiti sul mercato estivo, la Fiorentina era la settima squadra più spendacciona della Serie A, subito dietro le big e il Como. Le ambizioni erano alte, così come le aspettative verso un tecnico che, dopo l’esperienza vincente al Milan e quella all’Al-Nassr, sembrava il profilo ideale per rilanciare il club.
Invece, tra scelte di mercato discutibili, un gioco poco incisivo e una tenuta mentale fragile, la squadra non è mai riuscita a ingranare. I nuovi acquisti non hanno portato l’impatto sperato, mentre i leader storici appaiono smarriti. La Fiorentina è oggi una squadra senza identità, incapace di reagire anche contro avversari alla portata.
La sensazione è che l’avventura di Stefano Pioli alla Fiorentina sia ai titoli di coda. La società toscana valuta un cambio immediato per evitare che la crisi si trasformi in una stagione da dimenticare. Il destino del tecnico potrebbe decidersi già nelle prossime 48 ore: il match di giovedì contro il Mainz potrebbe segnare l’inizio di una nuova era in casa viola.

