Michele Uva, FFP nuove norme, da questa stagione

Per il momento nessuna Superlega europea

Per il momento nessuna Superlega europea

Michele Uva, FFP nuove norme, da questa stagione

Intervistato da Il Foglio Sportivo, Michele Uva, confermato vicepresidente dell’Uefa, spegne sul nascere le voci legate alla possibile creazione di una Superlega europea:

 

“Ma chi l’ha detto? Questa non è nemmeno una fuga di notizie. Non se n’è mai discusso né in Uefa né con l’Eca. Quel che succederà dopo il 2024 lo vedremo. Con un’unica certezza: il merito sportivo è un caposaldo e lo sarà sempre”. Opposizione anche al progetto del Mondiale per Club allargato voluto da Gianni Infantino: “Non potevamo accettare a scatola chiusa un progetto presentato da finanziatori ignoti, che metteva una grande manifestazione sportiva nelle mani di una società partecipata per il 51 per cento dalla Fifa e per il 49 da privati non identificati”.

Uva parla poi dettagliatamente delle novità riguardanti le norme del Fair Play Finanziario: “Sono state individuate criticità e introdotte nuove norme, in vigore da questa stagione (controlli immediati su chi ha uno sbilancio superiore ai 100 milioni in una sessione di mercato, inammissibilità dei finti prestiti, stop alle vendite di comodo fra club correlati, e altre). Ma soprattutto adesso l’Uefa può intervenire durante l’anno, non più solo ex post. Le società in tempo reale conoscono i parametri cui si debbono attenere”. Quindi se il Milan spende 35 milioni sull’unghia per Krzystof Piatek è perché lo può fare? “Tutti sanno che chi sfora rispetto a formule che sono matematiche rischia sanzioni sportive e finanziarie”. Circolano voci su punizioni in arrivo per Paris St. Germain e Manchester City. “Le vicende riferite al triennio 2014-17 sono in mano agli organi inquirenti e giudicanti, che sono terzi rispetto all’Uefa. Non esistono tempi di prescrizione. Oggi invece questi club, come tutti gli altri, sono sotto osservazione diretta”.

In merito ai possibili correttivi annunciati nei mesi scorsi da Ceferin, come l’introduzione di luxury tax e tetto salariale, Uva conclude: “Non si può pensare di ridistribuire fra i poveri i soldi dei ricchi; ma l’Uefa sta studiando l’impatto di varie azioni per mantenere maggiori equilibri competitivi. Presto arriveranno le decisioni: probabilmente sarà un combinato di tutte queste possibilità”.

Intervistato da Il Foglio Sportivo, Michele Uva, confermato vicepresidente dell’Uefa, spegne sul nascere le voci legate alla possibile creazione di una Superlega europea: “Ma chi l’ha detto? Questa non è nemmeno una fuga di notizie. Non se n’è mai discusso né in Uefa né con l’Eca. Quel che succederà dopo il 2024 lo vedremo. Con un’unica certezza: il merito sportivo è un caposaldo e lo sarà sempre”. Opposizione anche al progetto del Mondiale per Club allargato voluto da Gianni Infantino: “Non potevamo accettare a scatola chiusa un progetto presentato da finanziatori ignoti, che metteva una grande manifestazione sportiva nelle mani di una società partecipata per il 51 per cento dalla Fifa e per il 49 da privati non identificati”.

 

Uva parla poi dettagliatamente delle novità riguardanti le norme del Fair Play Finanziario: “Sono state individuate criticità e introdotte nuove norme, in vigore da questa stagione (controlli immediati su chi ha uno sbilancio superiore ai 100 milioni in una sessione di mercato, inammissibilità dei finti prestiti, stop alle vendite di comodo fra club correlati, e altre). Ma soprattutto adesso l’Uefa può intervenire durante l’anno, non più solo ex post. Le società in tempo reale conoscono i parametri cui si debbono attenere”. Quindi se il Milan spende 35 milioni sull’unghia per Krzystof Piatek è perché lo può fare? “Tutti sanno che chi sfora rispetto a formule che sono matematiche rischia sanzioni sportive e finanziarie”. Circolano voci su punizioni in arrivo per Paris St. Germain e Manchester City. “Le vicende riferite al triennio 2014-17 sono in mano agli organi inquirenti e giudicanti, che sono terzi rispetto all’Uefa. Non esistono tempi di prescrizione. Oggi invece questi club, come tutti gli altri, sono sotto osservazione diretta”.

 

In merito ai possibili correttivi annunciati nei mesi scorsi da Ceferin, come l’introduzione di luxury tax e tetto salariale, Uva conclude: “Non si può pensare di ridistribuire fra i poveri i soldi dei ricchi; ma l’Uefa sta studiando l’impatto di varie azioni per mantenere maggiori equilibri competitivi. Presto arriveranno le decisioni: probabilmente sarà un combinato di tutte queste possibilità”.