Grattuggiati in mezzo a Sanremo

Serata finale del Festival di Sanremo con l’Inter che contemporaneamente scende in campo a Parma. Come i nerazzurri, anche per il tifoso che resta in famiglia, tocca la trasferta sulle tv periferiche.

 

Serata finale del Festival di Sanremo con l’Inter che contemporaneamente scende in campo a Parma. Come i nerazzurri, anche per il tifoso che resta in famiglia, tocca la trasferta sulle tv periferiche.

Grattuggiati in mezzo a Sanremo

Sullo schermo del salotto vanno infatti in onda le canzonette nazionalpopolari che tanto fanno share e, nel prossimo futuro, tanta tendenza. Tutto il resto viene confinato altrove, ma solo se esiste il multivision od una connessione internet.
E’ già perchè anche la programmazione non aiuta. La partita viene trasmessa su Dazn e i pochi fortunati possessori dell’abbonamento, nel pomeriggio hanno sgranato il rosario, per sperare di riuscire a vedere qualcosa, oltre la rotella dello streaming che gira a manetta quando manca il segnale.
A dir la verità qualche preghiera è stata detta anche per la squadra. Da Gennaio non se ne becca una, ed a parte il set contro il Benevento in Coppa Italia, la stitichezza in fase realizzativa sta diventando cronica.
Spalletti insiste con Nainggolan e Perisic; il resto sono scelte quasi scontate con Miranda che si accomoda ancora in panca.
In Liguria intanto ricordano i codici di voto delle 24 canzoni in gara; al Tardini si cerca di ricordare come fare a segnare e soprattutto come fare a vincere, visto che in terra emiliana nelle ultime cinque gare se ne sono perse quattro.
Dall’altra sala arriva sibillina la musica dei Negrita che declamano “I ragazzi stanno bene”, come il Mister alla vigilia, ma qui non sembrerebbe. Kucka, Inglese e soprattutto Gervinho danno qualche preoccupazione ai nerazzurri, soprattutto l’ex romanista che si beve mezza difesa e centra in pieno la traversa.
Silvestri intona “Argento vivo” e i ducali sembrano averne di più . I nostri sono sempre facitori di un possesso di palla sterile, fatto di fraseggi lenti e con soliti lanci lunghi fuori portata per un Icardi totalemente in balia dei centrali avversari.
A Sanremo la Tatangelo sussurra “Le nostre anime di notte”; a Parma è notte, ma di anime se ne vedono poche.
Il primo tempo finisce 0-0 e pensare ad una ripresa diversa e come prevedere Nino d’Angelo vincitore del Festival. Ed invece qualcosa cambia. D’Angelo non vince la tenzone, ma l’Inter scende in campo con piglio diverso soprattutto con il duo in via di scarico, a guisa di saldo invernale, Radja-Perisic, più incisivi e più presenti nel gioco
Il Parma inizia a sbandare davanti a Sepe che forse sente nell’aria “L’abbi cura di me” di Cristicchi, e chiede più copertura alla sua difesa.
Icardi sballonzola e rimbalza cozzando come un autoscontro nell’area di rigore e dal salotto arrivano quasi profetiche le melodie “Per un milione” di tal Boombadish e poi “Soldi” di altrettanto tal Mahmood. Non è possibile che lui si faccia condizionare dalle litanie contrattuali, ma certo è che ultimamente è implapabile.
Le preci pomeridiane sembrano però aver avuto effetto. Dazn viagia che è una meraviglia e la squadra fa il suo, tanto da divorarsi un paio di gol. La Bertè urla “Cosa ti aspetti da me” e davanti al televisore si attende solo la vittoria.
Il “Mi farò trovare pronto” di Nek delle ore 22 passate sembra l’invocazione lanciata da Lautaro Martinez a Spalletti. L’argentino pesta l’erba al trentaduesimo del secondo tempo e due minuti dopo insacca il gol vittoria su una imbeccata di Nainggolan.
Finisce così con l’inter che grattugia il Parma, ritrovando la vittoria ed un briciolo di serenità.
Restano in sottofondo i commenti del Ninja che pronuncia stimolanti “Parole Nuove” come il giovane Einar sanremese, mentre in mezzo ai fiori, tal Motta canta “Dove è l’Italia” incurante del fatto che il prossimo impegno nerazzurro è a Vienna in Europa League.
Si va bene l’Inter, ma poi chi ha vinto Sanremo?
Non so… mi sono addormentato.

 

 

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