Eder. Nel racconto affidato a La Gazzetta dello Sport, Eder ripercorre con sincerità la sua esperienza all’Inter, definendola “un orgoglio“, pur ammettendo che le occasioni furono poche: “Su quasi 90 partite ne avrò giocate una ventina da titolare. Ma sono felice del tempo trascorso a San Siro. Poi davanti c’era Icardi“. L’ex attaccante svela anche il grande rimpianto del mancato trasferimento al Leicester di Ranieri: “Era fatta. Mancini e Ausilio mi fecero cambiare idea. Il Leicester vinse il campionato“.
La concorrenza interna, le pressioni e un ambiente spesso sotto i riflettori non facilitarono la sua permanenza. Eder racconta anche la delicata epoca dei consigli social di Wanda Nara: “C’era imbarazzo, ma Mauro era sereno“, ricorda con schiettezza. Tuttavia, il punto di rottura non fu legato allo spogliatoio, bensì al rapporto con Luciano Spalletti, che l’attaccante non esita a criticare apertamente.
Eder tra Spalletti e l’avventura in Cina
Senza giri di parole, Eder spiega il motivo dell’addio ai nerazzurri: “Sono andato via per Spalletti. Non ho mai sopportato la sua ipocrisia. Allenatore top, ma come uomo meno“. Un giudizio netto che racconta un rapporto difficile e che, secondo l’ex giocatore, rese inevitabile il trasferimento in Cina.
La parentesi cinese porta con sé un ulteriore retrogusto amaro. Eder ricorda la gestione della famiglia Zhang, inizialmente vicina ai giocatori, poi improvvisamente sparita: “Eravamo amici, ma dopo la vittoria del campionato nel 2020 non abbiamo visto un euro per mesi“. Una chiusura brusca che conclude un percorso fatto di emozioni contrastanti: entusiasmo, orgoglio, ma anche scelte difficili e delusioni fuori dal campo.
