Dopo l’acquisizione ufficiale dell’impianto e delle aree circostanti da parte di Inter e Milan, le due società hanno tracciato la linea del futuro di San Siro nel Documento di Fattibilità presentato alla Lega Serie A e al Comune di Milano. Il progetto parla chiaro: lo storico stadio sarà in gran parte demolito, lasciando spazio a un’area completamente rinnovata, verde e multifunzionale, simbolo di un nuovo capitolo per il calcio milanese.
San Siro, il gigante che saluterà Milano
Per generazioni di tifosi, San Siro è stato più di uno stadio: un luogo dell’anima, un tempio dove sono state scritte pagine indelebili di storia sportiva. Oggi, però, il Meazza si prepara a cambiare volto. La copertura, il terzo anello e gran parte del primo anello saranno abbattuti. Resterà solo una porzione ridotta della struttura, situata nella zona Sud-Est – tra la tribuna arancio e la Curva Sud del Milan – che conserverà circa il 30% delle caratteristiche rampe originarie.

L’obiettivo dei due club è chiaro: trasformare San Siro in qualcosa di vivo, utile e moderno. Non un monumento statico al passato, ma una nuova realtà urbana. Come si legge nei documenti ufficiali:
“L’obiettivo è attribuire allo stadio esistente una nuova funzione in armonia con lo sviluppo dell’area”.
In questa porzione del vecchio Meazza sorgeranno probabilmente uffici, spazi commerciali e un museo dedicato alla storia dello stadio, oltre a nuove strutture destinate al tempo libero e alla cultura. Un modo per mantenere il legame affettivo con il luogo, pur proiettandolo nel futuro.
Il nuovo progetto immagina un’area molto più verde e sostenibile, definita come un vero e proprio “parco urbano”. La zona di San Siro sarà ripensata in chiave ecologica, con percorsi pedonali, aree relax e spazi per famiglie e bambini.
La parte residua del Meazza verrà collegata all’ex Trotto, a est di via Dei Piccolomini, creando un dialogo architettonico tra due strutture oggi separate. Come spiegano Inter e Milan:
“L’integrazione tra passato e futuro sarà evidente in ogni dettaglio, rendendo questo progetto un esempio di eccellenza nel campo dell’architettura e dell’urbanistica”.

