L’avventura di Andy Diouf all’Inter è partita in salita e, a oggi, il centrocampista francese non è ancora riuscito a trovare una collocazione chiara nel progetto tecnico di Cristian Chivu. Il talento ex Lens, arrivato per dare intensità e progressione alla mediana nerazzurra, ha raccolto appena 26 minuti in campionato: undici contro il Torino all’esordio e quindici contro la Cremonese. Numeri che descrivono senza bisogno di troppe parole la fatica con cui sta provando a inserirsi in un reparto già affollato e altamente competitivo.
Perché Diouf non decolla
A pesare non è soltanto la concorrenza: Diouf, per caratteristiche, è molto lontano dal profilo che Chivu aveva chiesto per completare il centrocampo, un giocatore “di lotta e governo”, alla Manu Koné per intenderci, capace di unire recupero, fisicità e ordine tattico.
Il francese, invece, è un elemento di gamba, con grande capacità di strappo palla al piede ma ancora troppe amnesie nella gestione posizionale. Un centrocampista istintivo, più “solista” che uomo di sistema, profilo che richiede tempo per adattarsi ai meccanismi rigidi e sincronizzati del 3-5-2 nerazzurro.
Diouf non può essere ceduto
Nelle logiche di una stagione normale, l’Inter avrebbe potuto ragionare su un prestito per permettergli di giocare con continuità e crescere lontano dalle pressioni di San Siro. Ma qui nasce il vero problema.
Diouf ha già indossato due maglie in stagione:
- il 16 agosto in Ligue 1 con il Lens contro il Lione;
- il 25 agosto in Serie A con l’Inter contro il Torino
Regolamento alla mano, un terzo tesseramento sarebbe possibile, ma non potrebbe scendere in campo fino al termine della stagione. Di fatto, un trasferimento oggi è impraticabile.
L’unica soluzione che gli consentirebbe di giocare ancora sarebbe un ritorno immediato proprio al Lens, ma al momento questa strada non è considerata concreta né dal club né dal giocatore.
L’Inter non può far altro che aspettarlo e lavorarci, sperando che nelle prossime settimane arrivi un segnale di crescita. La Coppa Italia, con l’esordio previsto a dicembre contro il Venezia, rappresenterà per Diouf un’occasione naturale per mettersi in mostra, accumulare minuti e provare a invertire la tendenza.
Diouf non è un caso chiuso, tutt’altro. Ma è un investimento che richiede tempo, pazienza e una crescita costante sia mentale che tecnica. L’Inter spera che il lavoro quotidiano sotto Chivu possa trasformare un talento ancora grezzo in una risorsa affidabile per il presente e per il futuro.
