L’avventura di Stefan De Vrij all’Inter giunge al termine dopo 8 stagioni straordinarie. Il difensore olandese saluta il club nerazzurro a parametro zero per iniziare un nuovo capitolo della sua carriera in Grecia, tra le fila del Panathinaikos. Con un emozionante comunicato ufficiale, la società ha voluto congedare l’ex pilastro della retroguardia, ricordando le sue primissime parole a Milano: “Mi hanno chiamato per fare un muro“.
Una promessa mantenuta giorno dopo giorno, “mattone dopo mattone, stagione dopo stagione: solido, costante, imperturbabile“. De Vrij è stato l’architetto silenzioso della difesa, capace di abbinare una straordinaria eleganza palla al piede a una precisione chirurgica nell’impostazione. Oltre a blindare la propria area, l’olandese ha saputo lasciare il segno, siglando ben 13 gol totali in maglia nerazzurra, di cui 3 pesantissimi nei derby contro il Milan.
I successi e l’eredità del muro nerazzurro
I suoi trofei e la sua leadership lo hanno portato a indossare con orgoglio la fascia di capitano in alcune occasioni. Anche di fronte ai problemi fisici, “Stefan è sempre stato pronto a dare il massimo, a mettere il piede, la testa o il corpo a difesa della sua area“, diventando una colonna portante della storia recente del club.
Il suo bilancio finale parla da sé ed entra di diritto nella leggenda interista: 296 presenze e una bacheca ricca di successi, tra cui 3 Scudetti, 3 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. San Siro non dimenticherà la sicurezza trasmessa dallo speaker all’annuncio: “Con il numero 6, Stefan De Vrij!“. L’Inter chiude così il suo tributo: “Grazie, Stefan: è stato bellissimo vincere insieme!“.

