De Laurentiis. Il messaggio di auguri natalizi di Aurelio De Laurentiis ai tifosi del Napoli, trasmesso da Radio CRC, è diventato ancora una volta un’occasione per affrontare temi ben più ampi del semplice saluto festivo. Il presidente azzurro ha richiamato l’attenzione sull’impatto emotivo e mediatico del calcio, ricordando come eventi recenti abbiano mostrato tutta la forza di questo sport: “Se penso al bus scoperto e ai numeri che ha fatto la trasmissione in diretta sulla RAI, sono cose che segnano profondamente e danno una dimensione dell’importanza di questo sport“.
Da lì, De Laurentiis ha allargato il discorso alla gestione istituzionale del calcio, accusando i vertici di non aver compreso fino in fondo il valore del gioco. “Chi lo gestisce da un punto di vista istituzionale non ha ancora capito“, ha spiegato, puntando il dito contro una classe dirigente “troppo legata alla propria poltrona” e poco attenta alle conseguenze di un calendario sempre più congestionato: “Ci stanno facendo venire gli incubi degli infortuni, si gioca troppo“.
De Laurentiis: l’attacco ai vertici e il nodo Nazionali
Il presidente del Napoli ha poi rincarato la dose, parlando apertamente di poteri consolidati che frenano il cambiamento: “Noi abbiamo dei grandi signorotti che comandano il calcio e pensano che a un certo punto la loro rieleggibilità passi attraverso delle formule che fanno soltanto sorridere“. Al centro delle critiche anche il rapporto con le Nazionali, ritenuto squilibrato: “I nostri calciatori, pagati da noi, vengono dati alla Nazionale con una leggerezza incredibile, quando dovrebbe essere il club a decidere“.
Infine, De Laurentiis ha indicato quella che, secondo lui, dovrebbe essere la strada da seguire: solo i proprietari avrebbero la capacità di intervenire rapidamente sui problemi strutturali del calcio, mentre dirigenti e manager sarebbero troppo legati alla tutela dei propri ruoli. Guardando al futuro, il suo auspicio per l’anno nuovo è chiaro e diretto: “Per il 2026 noi dobbiamo dotarci di salute, salute e salute. E un bel corno contro gli iettatori“.
