San Siro si prepara a un esordio di campionato dal clima teso. Lunedì sera, in occasione di Inter-Torino, la Curva Nord ha deciso di mettere in atto una protesta clamorosa contro la decisione della società nerazzurra, condivisa con magistratura e forze dell’ordine, di vietare gli abbonamenti a numerosi tifosi storici ritenuti indesiderati e collegati, a vario titolo, all’inchiesta Doppia Curva.
Se in un primo momento gli ultras avevano ipotizzato di restare fuori dallo stadio, la linea è cambiata nelle ultime ore: gli abbonati entreranno regolarmente in Curva Nord, ma al segnale del direttivo abbandoneranno il settore in maniera compatta e ordinata. Un gesto simbolico, per mostrare unità e dissenso verso un provvedimento giudicato punitivo e discriminatorio. Allo stesso tempo, una parte dei tifosi potrebbe scegliere di non accedere nemmeno al Meazza, allestendo subito un presidio all’esterno.
Intanto c’è chi si è abbonato in altri settori
La protesta riecheggia quella già messa in atto dagli ultras del Milan, che in Curva Sud hanno scelto il silenzio per contestare decisioni analoghe del club rossonero. Anche in casa Inter, dunque, si preannuncia un muro contro muro che non riguarda solo la passione sugli spalti, ma che potrebbe avere anche conseguenze legali. Da settimane, infatti, gli ultras stanno consultando avvocati per valutare un’azione contro il divieto di abbonamento, ritenuto illegittimo in assenza di provvedimenti giudiziari individuali.
Nel frattempo, è già scattata una contromossa: diversi tifosi esclusi dalla Curva hanno acquistato abbonamenti in altri settori dello stadio, soprattutto nel primo anello verde e blu, proprio sotto i due settori storicamente occupati dalle curve. Una scelta che lascia intuire possibili tentativi, in futuro, di riconquistare i gradoni che per anni hanno rappresentato la casa del tifo organizzato.
