Al di là dei risultati poco brillanti delle ultime settimane, in casa Inter emerge un dato che invita a mantenere la calma. I nerazzurri hanno ancora sei punti di vantaggio sulla seconda a otto giornate dalla fine, un margine tutt’altro che trascurabile e persino migliore rispetto alle stagioni precedenti.
Guardando ai numeri, la squadra di Cristian Chivu ha due punti in più rispetto allo scorso campionato e addirittura nove in più rispetto alla stagione 2021/22. Eppure, il clima attorno alla squadra è appesantito dai ricordi recenti, con le corse scudetto perse contro Napoli e Milan che continuano a pesare nella percezione generale.
La flessione primaverile, però, non rappresenta una novità. Anche nelle stagioni passate si sono registrati cali simili: lo scorso anno arrivarono tra Bologna e Roma, mentre nella prima stagione di Inzaghi il rallentamento si verificò già a fine febbraio. Persino nell’annata della seconda stella ci furono segnali analoghi, con due pareggi in tre partite.
I fattori della flessione di primavera
Tra i fattori da considerare c’è anche l’età media della rosa, piuttosto elevata, che inevitabilmente incide sulla tenuta nel lungo periodo. Non a caso, a fine stagione sono previste alcune uscite nell’ottica di un rinnovamento.
Nonostante tutto, l’Inter resta in una posizione di forza. Il calendario offre un vantaggio importante, con pochi impegni infrasettimanali, fatta eccezione per la Coppa Italia, e soprattutto con il ritorno imminente di Lautaro Martinez, elemento chiave per l’equilibrio della squadra.
Accanto a lui si sta mettendo in luce Pio Esposito, protagonista di un exploit che ricorda quello di Balotelli agli inizi, ma con caratteristiche diverse. Più strutturato mentalmente e più efficace anche nel gioco aereo, il giovane attaccante rappresenta una delle note più positive di questo finale di stagione.
Il quadro, quindi, è meno negativo di quanto possa sembrare. L’Inter rallenta, ma resta davanti. E con il rientro dei suoi uomini chiave, ha ancora tutte le carte in regola per difendere il primato.

