La vittoria c’è, ed è meritata, ma non basta a cancellare la rabbia. Antonio Conte si presenta davanti ai microfoni con il successo ancora caldo, ma il tono è tutt’altro che disteso. «Abbiamo giocato bene, come contro Chelsea e Juventus, ma continuiamo a non essere abbastanza cattivi sotto porta. E quando sbagli così tanto, basta un calcio piazzato per buttare via altri punti», spiega il tecnico azzurro.
Poi lo sfogo si allarga, andando ben oltre il campo. Conte punta il dito contro un sistema che, a suo dire, sta logorando il calcio: «Si va verso la rovina. Troppe partite, troppi interessi economici. Il dio denaro è al centro di tutto e nessuno tutela davvero chi rende possibile questo sport: i calciatori».
Conte sull’infortunio di Di Lorenzo
Il riferimento più doloroso è all’infortunio di Giovanni Di Lorenzo: «Ha giocato sempre perché non c’erano alternative. Nove partite in 27 giorni sono follia. Quando sei stanco, il corpo non risponde e rischi di romperti un ginocchio o un tendine. Così si rovinano stagioni, al ragazzo, al club e alla Nazionale. E questo mi fa stare malissimo».
Conte non nasconde l’amarezza anche per la situazione societaria: «Siamo l’unica squadra con 240 milioni in cassa e il mercato bloccato. Intanto ci sono club pieni di debiti che fanno quello che vogliono. È fantastico, no?», dice con sarcasmo. «Ma sono le regole e le accettiamo».
Sul campo, però, il tecnico difende il gruppo: «Sono orgoglioso di questi ragazzi. Stanno facendo qualcosa di straordinario in un’emergenza continua. L’unica cosa che chiedo ora è recuperare energie e uomini: non possiamo continuare a questo ritmo».
