Il calendario non concede tregua all’Inter di Cristian Chivu. A sottolinearlo è Paolo Condò sulle colonne del Corriere della Sera, dove il giornalista ha analizzato l’intenso programma che attende i nerazzurri tra Serie A e Champions League.
Secondo Condò, la struttura del calcio moderno – plasmata da un calendario internazionale sempre più compatto – ha portato a un livellamento tra i vari campionati europei. Tuttavia, questo ritmo serrato sta diventando un fattore critico per gli allenatori, costretti a gestire gruppi spremuti da viaggi, impegni ravvicinati e assenza di vere pause.
Il giornalista spiega che la Serie A di quest’anno si divide in cinque segmenti ben distinti:
- Prologo estivo di due giornate ad agosto;
- Quattro turni post-nazionali a settembre;
- Cinque gare tra ottobre e novembre;
- Un maxi-blocco di 19 partite fino a marzo, quando l’Italia affronterà i playoff Mondiali;
- E infine, otto giornate per la volata finale.
Il risultato? La scomparsa della pausa natalizia, con un modello sempre più simile alla Premier League: “Durante le feste si gioca sempre – sottolinea Condò – perché il calcio ormai è anche intrattenimento, e il pubblico ha più tempo da dedicargli in quei giorni.”
Il caso dell’Inter è emblematico. “Chivu è forse il più tartassato dal calendario”, scrive Condò. I numeri parlano chiaro:
- Roma-Inter, scontro al vertice all’Olimpico;
- Bruxelles, trasferta decisiva di Champions League contro l’Union Saint-Gilloise;
- Napoli-Inter, big match al Maradona con in palio punti pesantissimi per la vetta.
Tre sfide di altissimo livello in appena otto giorni, un ciclo infernale che precede altre tappe delicate: Fiorentina, Verona, Kairat e Lazio, tutte in rapida successione.
Il tecnico nerazzurro dovrà dosare al meglio risorse fisiche e mentali, in un momento cruciale della stagione. L’Inter, reduce da un buon avvio in campionato e da un girone di Champions ancora aperto, non può permettersi passi falsi.
Condò invita a riflettere: “Il prossimo anno le soste di settembre e ottobre verranno accorpate per limitare l’andirivieni club-nazionali, una delle cause principali dell’aumento degli infortuni. Ma intanto, chi come Chivu deve gestire un calendario così, è costretto a convivere con la fatica e il rischio di perdere pezzi lungo il cammino.”
