L’eliminazione dell’Italia dal Mondiale 2026 continua a far discutere e ad alimentare riflessioni profonde sul momento del calcio azzurro. Tra le analisi più lucide c’è quella di Paolo Condò, che ha commentato la sconfitta contro la Bosnia sottolineando come la partita sia stata il simbolo di un ciclo negativo ormai arrivato al capolinea.
Secondo il giornalista, la gara è stata un concentrato di episodi e situazioni contrastanti, difficili da interpretare fuori dalla tensione di uno spareggio così decisivo. L’Italia era riuscita anche a portarsi in vantaggio grazie a un errore del portiere bosniaco, ma già prima aveva mostrato segnali di sofferenza.
Espulsione di Bastoni momento chiave della partita
Uno dei momenti chiave della partita è stata l’espulsione di Alessandro Bastoni, definita da Condò un errore grave in un periodo complicato per il difensore azzurro. L’episodio ha cambiato radicalmente l’equilibrio della gara, costringendo l’Italia a difendersi per lunghi tratti.
Gattuso ha scelto allora una strategia molto prudente, abbassando la squadra davanti alla propria area. Una decisione che raramente garantisce sicurezza, anche se per un lungo periodo gli azzurri sono riusciti a resistere alla pressione avversaria.
Nonostante l’inferiorità numerica, l’Italia ha comunque avuto alcune occasioni per chiudere la partita in contropiede, con opportunità importanti per Kean, Esposito e Dimarco. Tuttavia, il raddoppio non è arrivato e la Bosnia ha continuato a spingere fino a trovare il gol del pareggio.
Secondo Condò, nell’azione dell’1-1 ci sarebbe stato anche un possibile tocco di mano di Dzeko non rilevato dall’arbitro, un episodio che ha aumentato i rimpianti per gli azzurri.
Al di là dei singoli episodi, però, la partita rappresenta soprattutto la fine di un percorso negativo iniziato anni fa. La terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale è un segnale che, secondo il giornalista, impone una riflessione seria sul futuro del calcio italiano.
Condò ha comunque riconosciuto l’impegno di Gennaro Gattuso, sottolineando quanto il tecnico abbia vissuto con intensità questa avventura in panchina. Basta guardarlo in volto, ha scritto, per capire quanto questa sconfitta gli sia costata anche sul piano personale.
Ora, però, per il calcio italiano si apre una fase inevitabile: quella della ricostruzione. Dopo tre fallimenti consecutivi sulla strada del Mondiale, diventa sempre più urgente ripartire da basi nuove per riportare la Nazionale ai livelli che la sua storia richiede.

