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mercoledì, Febbraio 11, 2026

Come nasce un cucciolo di interista?

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All’alba dei miei sessant’anni, trovo piacere nel ricordare alcuni momenti della mia vita, e tra questi lascio molto spazio alle emozioni vissute in nerazzurro.

Ma come mai sono interista? Quando ho deciso di essere interista? Quando ho capito di essere interista?

Mio papà era nerazzurro ed il suo idolo era Mazzola… non sempre i figli seguono la fede calcistica del padre: a volte si innamorano della squadra più forte, a volte si fanno convincere dagli amici per avere un punto comune di dialogo; io decisi di seguire le orme del mio papà… ebbene, posso dire di avere i cromosomi nerazzurri!

Sono del ’65, per cui non ho vissuto i trionfi del “Mago” Herrera.

Ma allora, perché sono nerazzurro?

Ho una serie di ricordi poco definiti di quando avevo tre anni e sentivo mio padre che parlava con mio nonno o i miei zii dell’Inter e del “Mazzolino”… cominciai a tifare, non subito per l’Inter, ma per Mazzola, così come tifavo Gimondi o Jacky Ickx, senza nemmeno sapere bene chi fossero.

Di quel periodo conservo nella mia testa una fotografia sfocata: un pomeriggio nel quale andammo in un quartiere di Milano, non ricordo quale e nemmeno il perché, ma nella mia mente ho l’immagine di un viaggio eterno sopra uno di quegli autobus che all’epoca erano verde scuro e rumorosi.

Soprattutto ricordo una cosa di quel pomeriggio: era già buio e freddo quando, in attesa dell’autobus del ritorno, entrammo in una latteria, uno di quei negozi che oramai si trovano difficilmente e che faceva sia da bar che da vendita alimentari.

Mia madre mi chiese se per cena volessi i formaggini, risposi di sì. Fu così che scoprimmo che con quei formaggini si poteva vincere una bandiera di una squadra di calcio.
Allora mia madre aprì subito la confezione: non avevamo vinto… il cuore di mamma vide la delusione nei miei occhi e comprò un’altra scatola.

Alla terza o quarta scatola vincemmo la bandiera: in realtà non era altro che un rettangolo di cellophane grande più o meno come un foglio A4 attaccato ad un bastoncino di plastica. Scelsi la bandiera più vivace ai miei occhi, quella a strisce rosse e nere: il lattaio commentò: “ah sei milanista”; mio padre subito mi avvisò che quella non era la bandiera di Mazzola. Mia madre rimbottò: “Ma lasciagli scegliere quella che gli piace!”. Ma il messaggio oramai mi era arrivato forte e chiaro; scelsi la bandiera, che ai miei occhi era la più brutta, a strisce nere e blu scurissimo, per nulla vivace… ma era quella di Mazzola.

Uscimmo e, mentre stanco ero in braccio al mio papà con in mano la mia bandierina, un signore si avvicinò e mi disse: “Ah sei interista”; mio papà rispose che in realtà non ero tifoso dell’Inter, ma solo di Mazzola… però in quel momento nella mia mente scattò una molla: tifare Mazzola voleva dire tifare Inter.
Dopo quella sera ebbi due certezze: la prima era che avrei mangiato formaggini per tre settimane, la seconda che ero diventato interista… interista per sempre!

#TremolAmarcord
Emozioni di una vita nerazzurra

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