“Si poteva far molto meglio”. Cristian Chivu parte da qui, con la consueta lucidità, nell’analisi ai microfoni di DAZN dopo il convincente 4-0 con cui l’Inter ha travolto il Como a San Siro. Una vittoria larga, ma non sufficiente a soddisfare del tutto il tecnico nerazzurro: “Abbiamo avuto troppa fretta, un po’ di frenesia. Però abbiamo speso tante energie per andare a prenderli alti. È stata una partita vera, giocata con qualità. Ci prendiamo i tre punti, erano fondamentali”.
Sulla presunta motivazione extra nel duello con Fabregas, Chivu taglia corto: “Quelli sono titoli dei giornali. A me interessa la squadra, la fiducia, il lavoro quotidiano, il nostro percorso. Il resto va bene, fa parte del vostro mestiere, ma non mi tocca”.
Chivu su Diouf e Luis Henrique
Poi il capitolo dedicato ai nuovi innesti: Luis Henrique e Diouf. Chivu, sereno ma fermo, chiarisce: “C’è bisogno di tutti: dei 22 giocatori di movimento, dei portieri e dei ragazzi dell’U23. E serve pazienza. Chi arriva da un altro campionato ha bisogno di tempo per adattarsi. Loro lo stanno facendo nel modo giusto, anche grazie ai compagni che li aiutano a capire cosa significa giocare nell’Inter”.
Sulla preparazione tattica, soprattutto in relazione al pressing alto del Como, il tecnico entra più nello specifico: “Dipende sempre dall’avversario. Avrei voluto palleggiare un po’ di più, invece abbiamo verticalizzato con troppa fretta. Se loro ti marcano a uomo devi giocare di prima e trovare gli attaccanti, e lo abbiamo fatto bene. Ma serviva più serenità nelle scelte. Nei primi 20 minuti abbiamo speso tantissimo, poi ci siamo abbassati per rifiatare e cercare il raddoppio. Nel secondo tempo l’abbiamo gestita molto meglio, accettando anche il loro palleggio per colpirli in contropiede”.
E sull’esultanza un po’ fuori dagli schemi dopo il 4-0, Chivu sorride: “Non so, cosa ho fatto? Non ricordo… Ah, sono il solito cretino”. Una battuta che rivela tutta la sua spontaneità, prima di tornare serio: “Sono felice per i ragazzi. Mi godo questa squadra e questa società in cui sono da tanti anni. Parma mi è rimasta nel cuore, ma qui cerco di dare ogni giorno il meglio con passione ed entusiasmo. I ragazzi sanno cosa significa essere interisti e rappresentare un club così”.
