Chivu. L’Inter si prepara ad affrontare il big match contro il Napoli con la consapevolezza di giocare una partita fondamentale nella corsa allo scudetto. Cristian Chivu, alla vigilia del match, ha analizzato il periodo della squadra e il lavoro svolto fino a questo momento: “Ambizione e convinzione sono cose che abbiamo portato in campo, consapevoli che i numeri non bastano. Bisogna far vedere in 100′ il valore reale di una squadra. Abbiamo fatto con alti e bassi cose fatte bene e altre meno bene, ma sempre con voglia di dare il meglio“.
Chivu ha poi spiegato come il Napoli sia cambiato rispetto all’andata, sia a livello di sistema di gioco che di interpreti: “Hanno una rosa importante, un gruppo di giocatori forte, hanno intensità. Sarà una partita difficile da affrontare per entrambe, una partita di calcio in cui la massima attenzione sarà nella mente di tutti per fare meno errori. Sarà una partita di episodi, normale quando si affrontano squadre di un certo livello“.
Chivu: le assenze e le ingiustizie
L’allenatore nerazzurro ha affrontato anche il tema delle assenze e delle alternative in rosa: “Non è semplice giocare ogni tre giorni, ma abbiamo soluzioni e alternative. Ci inventeremo qualcosa: gli allenatori devono sistemare i problemi, non crearli. Darmian si allena da due giorni con il gruppo, ma è fuori da ottobre e ci vorrà un po’ per averlo: non sarà convocato. Dumfries ancora non l’ho visto, a fine gennaio rientrerà. Sta facendo il suo lavoro nel processo di riabilitazione in Olanda. Quando rientrerà inizierà la parte atletica: a fine mese o i primi di febbraio inizierà la riatletizzazione, ma questo lo penso io che non sono un medico“.
Infine, Chivu ha sottolineato l’importanza della disciplina mentale e della gestione delle emozioni durante le partite: “Dobbiamo essere più forti delle ingiustizie, dobbiamo avere una disciplina mentale che doma pensieri. Sto combattendo tutto questo, non è semplice. La cosa più semplice nel mondo è cercare scuse e creare alibi: questo non lo voglio dai miei giocatori. Non mi devo lamentare se perdo, devo perdere a modo mio. Cerco di trasmettere valori: le persone vengono prima dell’atleta e dello stipendio che percepiscono. I ragazzi hanno dimostrato coraggio, si sono rialzati dopo momenti difficili e continueranno a farlo“.
