Un’altra caduta, un’altra ferita aperta. Dopo il derby, l’Inter inciampa ancora e lo fa nello stesso modo: costruisce, tiene il controllo, spreca… e poi crolla nel finale. A Madrid il colpo arriva addirittura al 93’, con la zuccata di Gimenez che ribalta una serata che sembrava indirizzata verso un pareggio prezioso. Per Cristian Chivu la sconfitta è stata un colpo durissimo da mandare giù.
La Gazzetta dello Sport racconta un retroscena significativo:
“Ho fumato tre sigarette di fila, ha confessato il tecnico, seduto in panchina a fissare il vuoto subito dopo il gol-beffa. Una mezz’ora di silenzio e tensione, quasi uno stacco forzato per digerire il contraccolpo emotivo di una gara giocata alla pari – se non meglio – dell’Atletico Madrid, ma persa nel modo più crudele”.
Il problema non è solo la classifica di Champions: è l’autostima di un gruppo che vive una fase complicata. Cinque sconfitte stagionali, due consecutive nel giro di quattro giorni, e la sensazione ricorrente di essere una squadra bella… ma fragile nei momenti decisivi.
Subentrati insufficienti: il messaggio di Chivu
Sollecitato da Fabio Capello negli studi Sky, Chivu non si è nascosto:
“Chi è entrato avrebbe dovuto fare meglio”, ha ammesso senza puntare il dito su nessuno in particolare.
Ma il riferimento è chiaro: le sostituzioni non hanno prodotto l’impatto sperato.
- Bonny era uno dei migliori in campo e aveva mandato in tilt la difesa dei Colchoneros: la sua uscita ha fatto discutere;
- Zielinski è stato costretto al cambio per un fastidio muscolare;
- Sucic, Frattesi e Luis Henrique non sono riusciti a dare la spinta necessaria nelle transizioni dopo l’1-1.
E poi c’è l’episodio chiave: Chivu ha sottolineato che il problema non è stato subire gol sul corner, ma concederlo. Il destinatario del messaggio? Pio Esposito, che a centrocampo ha sbagliato un passaggio elementare verso Frattesi, regalando all’Atletico l’azione che ha portato al tiro deviato e, di conseguenza, all’angolo fatale.
Domenica l’Inter andrà a Pisa per una partita che vale più dei tre punti.
La Gazzetta è chiara: “Vincere è obbligatorio per restare attaccati al treno scudetto e soprattutto per evitare che la parola ‘crisi’ venga affiancata al percorso dell’Inter”.
