Chi è il tifoso dell’Inter che ha lanciato il petardo a Audero. Il secondo tempo era iniziato da poco più di tre minuti quando dagli spalti arriva un boato assordante. Dalla curva dell’Inter parte il lancio di un petardo che esplode a pochi metri da Emil Audero, oggi portiere della Cremonese ed ex nerazzurro. Il rumore è violentissimo: Audero cade a terra, stordito, mentre lo stadio resta col fiato sospeso.
In campo accorrono immediatamente Federico Dimarco, Lautaro Martinez e Alessandro Bastoni, che si sincerano delle condizioni dell’ex compagno, scusandosi con lui e mostrando tutta la loro indignazione verso il gesto. Sotto la curva arriva anche Cristian Chivu, visibilmente scosso, che dialoga con i tifosi pochi minuti dopo l’esposizione di uno striscione che sembra polemico nei confronti di Oaktree Capital Management e che recita: “Nelle vittorie e nelle avversità, mister e squadra siamo al vostro fianco“.
Chi è il tifoso dell’Inter che ha lanciato il petardo a Audero
Il clima sugli spalti si surriscalda ulteriormente quando emerge che il responsabile del lancio sarebbe un soggetto isolato. Il regolamento di conti avviene quasi subito: l’uomo maneggia un secondo petardo che gli esplode in mano, provocandogli la perdita di due o tre dita. Prima del trasferimento in ospedale – e in attesa dell’arresto – viene anche aggredito da altri tifosi presenti nel settore.
A condannare pubblicamente l’accaduto è il presidente nerazzurro Beppe Marotta:
“È un gesto insulso, che non ha nulla a che vedere con i valori dello sport. Le autorità stanno indagando e tutto lascia pensare a un episodio isolato. Va però sottolineata la grande professionalità di Audero, che si è rialzato e ha concluso la partita. La condanna deve essere totale”.
L’episodio, avvenuto sotto gli occhi del presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze. L’Inter rischia una multa fino a 50mila euro e la possibile chiusura della curva a San Siro, proprio in vista della prossima sfida casalinga contro la Juventus. L’ipotesi del 3-0 a tavolino sarebbe scattata solo in caso di sospensione definitiva dell’incontro per motivi di sicurezza, scenario che fortunatamente non si è verificato.
Non ci sono stati altri lanci e la partita è proseguita regolarmente, ma il segno lasciato dall’episodio è profondo. A ribadirlo è Bastoni nel post gara:
“C’era grande preoccupazione per Emil. Non abbiamo mai pensato al risultato o alle sanzioni, certe cose non sono né giuste né umane. Non devono succedere, mai”.
Non a caso, al termine della gara, l’Inter ha scelto di non andare sotto la curva a salutare i propri tifosi: “È stata una decisione precisa – conclude Bastoni – perché certi comportamenti non devono esistere. C’è già troppa violenza nel mondo, noi vogliamo trasmettere solo un agonismo sano”.
