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Borussia Mönchengladbach-Inter 2-3

Borussia Mönchengladbach-Inter 2-3. Partita intensissima al Borussia Park: segnano Darmian, Lukaku (2) e Pléa (2).

Borussia Mönchengladbach-Inter 2-3

Partita intensissima al Borussia Park: segnano Darmian, Lukaku (2) e Pléa (2).

Borussia Mönchengladbach-Inter 2-3. Partita intensissima al Borussia Park: segnano Darmian, Lukaku (2) e Pléa (2).

Deve essere il destino. A volte decide che alcune città, non certo le più popolari al mondo, possano diventare, più di una volta, il crocevia di un percorso. Possono essere in qualsiasi posto del mondo, e sicuramente l’Inter ha un qualcosa di speciale con questa città della Renania, Mönchengladbach. Non torniamo al 1971, e nemmeno al 2011, ultimo successo in Germania per l’Inter, guarda caso 2-3 contro il Bayern. Stiamo qui, al Borussia Park. Stiamo su questa Inter, rabbiosa e feroce, generosa e forte, irriducibile. Poteva essere la partita dell’addio all’Europa, si è trasformata in una giostra di emozioni che ci porta, mercoledì, a San Siro, con ancora una chance per passare agli ottavi.

Il successo dello Shakhtar sul Real Madrid rimescola le carte del Gruppo B, il girone più pazzo di questa Champions League: i tedeschi a 8 punti affronteranno il Real Madrid (7). L’Inter, a 5, ospita lo Shakhtar (7): i nerazzurri avranno l’obbligo di vincere, poi si vedrà (un contemporaneo pareggio tra Real e Borussia eliminerebbe i nerazzurri). Intanto ci portiamo a casa i tre gol e i tre punti, il primo sigillo nerazzurro di Darmian, l’ennesima doppietta di Lukaku e la grande battaglia finale.

Partita senza appello e, quindi, necessità di partire forte, con il turbo, magari senza sgommare sul prato bagnato dalla pioggia fredda del Borussia Park. Tedeschi squadra solida, dai principi di gioco chiari, un 4-2-3-1 ricco di fantasia e velocità dalla trequarti in su. Compattezza, idee chiare e verticalità: l’Inter inizia così il match e manda subito all’arrembaggio Lautaro, proprio come contro il Sassuolo, spina conficcata in profondit nelle pieghe di una difesa che non riesce ad assorbirlo. Al 6′ si crea una doppia, anzi tripla chance. L’Inter sgomma sulla destra, dove anche Lukaku trova terreno fertile. Semina, in pratica, dove poi sarà Darmian a raccogliere. Proprio lì, a destra, il numero 36 nerazzurro scava dei solchi importanti e al 17′ timbra il suo primo gol in nerazzurro, la sua prima rete in Champions League: palla recuperata sulla trequarti, tacco di Lukaku, imbucata di Gagliardini e destro rasoterra di Darmian a bucare Sommer, non perfetto.

Vantaggio meritato, perché per tutta la prima mezzora è monologo nerazzurro: intensità, uscite studiate, sponde e inserimenti corretti. L’Inter funziona e sfiora il raddoppio ancora con Lautaro, sul quale Sommer compie un autentico miracolo al 33′. Qui si accende la squadra di Rose, fino a quel momento assente nel conto delle occasioni create. Al 37′ i primi bagliori, con Stindl e soprattutto Thuram a impegnare severamente Handanovic. L’Inter respira, dopo mezzora a tutta, e concede qualcosa e infatti nel minuto di recupero, Lazaro pesca Pléa per l’1-1, di testa.

Andare al riposo con un gol preso così, quasi inaspettatamente, non è medicina dolce. Perché i minuti che dividono l’Inter dalla possibile eliminazione sono sempre di meno. Serve un guizzo, serve rimettere avanti la testa. Il Borussia è più libero rispetto alla prima mezzora e ha il dovere di cercare la vittoria per non complicarsi il cammino. Lautaro, vivace e imprendibile, come all’andata colpisce un palo clamoroso a Sommer battuto. Ma il rintocco del pallone sul ferro della porta del Borussia Park è come un gong che scatena sul ring Romelu Lukaku. Il belga sale in cattedra, si prende l’Inter sulle spalle e la tascina, in nove minuti, sul 3-1. Al 64′ porta letteralmente a scuola Zakaria, freddando Sommer con un diagonale di destro bellissimo al termine di un’azione innescata dal recupero palla di Gagliardini e Brozovic.

Poi i nuovi entrati Sanchez e Hakimi mettono in porta Romelu, che non sbaglia a tu per tu con il portiere svizzero. Finita? Mai. Pléa trova un gran diagonale e riapre il match, Young non trova la deviazione vincente per sentenziare il match. All’83’ il gelo: Pléa segna, tripletta, 3-3, lo spettro dell’eliminazione. Ma sulla traiettoria del suo tiro, in posizione di offside, c’è Embolo. Makkelie viene richiamato dal VAR e annulla. Il finale è pieno di agonismo, di cartellini, di sforzi fino al minuto 96′. Una battaglia, che si chiude con il 2-3 finale, con la vittoria nerazzurra, con il match con lo Shakhtar che deciderà le sorti del nostro cammino in Europa. Forza Inter!

IL TABELLINO

BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH (4-2-3-1): 1 Sommer; 18 Lainer, 24 Jantschke (8 Zakaria 46′), 28 Ginter, 17 Wendt (11 Wolf 78′); 6 Kramer, 32 Neuhaus; 19 Lazaro, 13 Stindl (36 Embolo 70′), 10 Thuram; 14 Pléa.
A disposizione: 21 Sippel, 31 Grün, 3 M. Lang, 7 Herrmann, 15 Beyer, 16 Traoré, 22 Bénes, 40 Poulsen.
Allenatore: Marco Rose.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 36 Darmian (2 Hakimi 60′), 23 Barella, 77 Brozovic, 5 Gagliardini, 15 Young (14 Perisic 87′); 9 Lukaku, 10 Lautaro (7 Alexis 71′).
A disposizione: 35 Stankovic, 97 Radu, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 14 Perisic, 24 Eriksen, 33 D’Ambrosio.
Allenatore: Antonio Conte.

Marcatori: 17′ Darmian (I), 46′ pt Pléa (BM), 64′ e 73′ Lukaku (I), 75′ Pléa (BM)
Ammoniti: Stindl (BM), Lautaro (I), de Vrij (I), Barella (I), Lainer (BM), Young (I), Lukaku (I), Gagliardini (I), Bastoni (I)
Note: ammonito Antonio Conte; ammonito Marco Rose.
Recupero: 1′ – 6′.

Arbitro: Danny Makkelie (NED).
Assistenti: Mario Diks (NED), Hessel Steegstra (NED).
Quarto uomo: Ivan Kružliak (SVK).
VAR: Kevin Blom (NED).
Assistente VAR: Jochem Kamphuis (NED).

Fonte: sito uficiale F.C. Internazionale