Il terremoto che ha colpito il calcio italiano dopo la mancata qualificazione ai Mondiali continua a far discutere. A intervenire sulla vicenda è stato anche Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, presente sugli spalti dello stadio di Zenica per assistere alla sfida tra Bosnia e Italia.
Il numero uno del calcio europeo, rientrato dalla Bosnia insieme al vicesegretario generale Giorgio Marchetti, ha preso apertamente posizione a difesa di Gabriele Gravina, oggi al centro di forti polemiche nel nostro Paese. Non a caso è stato proprio Ceferin a volerlo come primo vicepresidente dell’Esecutivo UEFA.
Interpellato sull’eliminazione degli azzurri, il presidente della UEFA ha ammesso una certa sorpresa, pur riconoscendo i meriti della Bosnia: “In un certo senso sì, ma la Bosnia ha una squadra giovane e forte e giocava in casa. C’era molta più pressione sull’Italia. Hanno meritato di andare al Mondiale e la partita è cambiata dopo l’espulsione”.
Ceferin difende Gravina
Ceferin ha poi respinto con decisione l’idea che la responsabilità del fallimento possa ricadere sul presidente federale. Ricordando la propria esperienza alla guida della federazione slovena, ha spiegato come spesso le colpe vengano distribuite in modo superficiale: “Quando ero presidente dicevo sempre al ct: se vincete sarete eroi tu e i giocatori, se perdete la colpa sarà nostra. Non è assolutamente responsabilità di Gravina e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore”.
Secondo il dirigente sloveno, il vero problema del calcio italiano andrebbe cercato altrove, in particolare nelle condizioni delle infrastrutture sportive: “Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa”.
Il presidente UEFA ha anche criticato duramente le pressioni politiche e mediatiche che stanno chiedendo le dimissioni di Gravina: “Mi rattrista vedere persone che aspettano nascoste che qualcosa vada storto per uscire e criticare. Non sostengono l’Italia, sostengono se stesse”.
Ceferin ha poi ribadito quanto Gravina sia una figura importante anche a livello europeo: “Gabriele è il mio primo vicepresidente ed è molto importante per me. Se dovesse andare via sarebbe una grande perdita per la FIGC. Non sarà facile trovare qualcuno che ami così tanto il calcio e l’Italia”.
Sul tema delle possibili dimissioni del dirigente italiano, il numero uno della UEFA ha preferito mantenere una posizione più prudente: “Se decidesse di dimettersi sarebbe una sua scelta. Non credo sia opportuno commentarla”.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche del futuro degli stadi italiani in vista di Euro 2032, torneo che dovrebbe essere organizzato proprio da Italia e Turchia. Ceferin ha lanciato però un avvertimento piuttosto chiaro: “L’Europeo è previsto e si giocherà, ma spero che le infrastrutture siano pronte. Altrimenti il torneo non si disputerà in Italia”.
Nonostante le difficoltà del momento, il presidente della UEFA resta convinto che il calcio italiano possa tornare ai vertici. Ma, secondo lui, sarà fondamentale ricucire il rapporto tra politica e sport: “L’Italia è uno dei grandi Paesi del calcio e tornerà in alto. Ma serve collaborazione tra la politica calcistica e quella istituzionale. Se tutti remano nella stessa direzione potrete tornare presto campioni d’Europa e del mondo”.

