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mercoledì, Febbraio 11, 2026

Cassano: “Facciamo passare per campioni Barella, Bastoni, Dimarco, esaltati solo dalla stampa”

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Antonio Cassano torna al centro del dibattito calcistico con una delle sue analisi più dure degli ultimi mesi. L’ex fantasista, mai tenero quando si parla di Nazionale, ha commentato senza filtri la prestazione dell’Italia contro la Norvegia, puntando il dito su tutto: qualità del gruppo azzurro, valore dei giovani e rendimento dei presunti big – con particolare riferimento ai giocatori dell’Inter, spesso celebrati come il meglio del calcio italiano.

La scintilla nasce dalla lettura del match contro la Norvegia. Secondo Cassano, gli avversari arrivati a Milano erano stati sottovalutati fin troppo.

“In Rai avete detto che la Norvegia era venuta a Milano in ciabatte: secondo me erano proprio scalzi. Nel primo tempo non sembravano nemmeno andare forte, poi nel secondo hanno fatto capire chi comanda”.

Per Cassano la differenza tecnica emersa è netta, tanto da affermare che la Norvegia sarebbe superiore all’Italia anche senza Haaland, grazie a un impianto di gioco più moderno e interpreti più funzionali.

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“Ci hanno fatto sette gol in due tempi tra andata e ritorno. Anche senza Haaland sono più forti e giocano meglio di noi”.

Il punto centrale del suo discorso riguarda la reale dimensione del calcio italiano. Cassano non accetta l’idea che l’Italia possa ancora essere considerata una potenza europea.

“Tanti incompetenti non capiscono che non siamo né in prima né in seconda fascia. Siamo nell’ultima. Dicono che non dobbiamo avere paura della Svezia, ma noi dobbiamo temere anche la Macedonia”.

Bastoni, Barella e Dimarco nel mirino: “Non sono campioni”

Cassano non risparmia nemmeno i simboli della “nuova Italia”, molti dei quali militano proprio nell’Inter di Cristian Chivu. Secondo l’ex fantasista, i top player celebrati in patria non avrebbero lo stesso status all’estero.

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“Facciamo passare per campioni Barella, Bastoni, Dimarco, Di Lorenzo. Sono esaltati solo dalla stampa italiana. In mezzo non abbiamo nessuno: il vero campione è solo Donnarumma”.

Il capitolo conclusivo dell’intervento è forse il più duro. Mentre molti chiedono una rivoluzione tecnica all’insegna della gioventù, Cassano frena ogni entusiasmo.

“I giovani? Sono scarsi, ecco perché non giocano. Il nostro calcio si è fermato a 10-15 anni fa. Non abbiamo qualità”.

Unica eccezione, secondo lui, è Pio Esposito, giovane cresciuto nell’Inter e oggi protagonista di un percorso convincente.

“Pio sta facendo bene. Ma ha 20 anni, non 17. Quando Haaland dice di non conoscerlo ricordiamoci che nessuno in Europa vede più il calcio italiano”.

Aenne
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