Il terzo fallimento mondiale consecutivo dell’Italia ha scatenato la furia dei critici, ma nessuno è stato tagliente come Antonio Cassano. Durante l’ultima puntata di Viva el Futbol, l’ex talento barese ha analizzato senza filtri il momento buio del calcio azzurro, scagionando ironicamente i calciatori da colpe dirette: “I giocatori dell’Italia non devono vergognarsi, più di quello che hanno fatto non possono fare. Sono scarsi“.
L’analisi di Cassano si sposta poi sul valore reale dei singoli, spesso gonfiato dalle maglie che indossano e dai contratti faraonici che percepiscono tra Serie A e Premier League. “Si fanno passare certi ragazzi come fenomeni, anche se guadagnano una vagonata di soldi perché giocano nell’Inter, nella Roma, nel Napoli o nel Newcastle“, sottolineando come la narrazione mediatica non corrisponda alla qualità tecnica espressa sul rettangolo verde.
Il divario tra club e Nazionale
Per Cassano, la forza delle squadre di club maschera i limiti degli italiani, che beneficiano della presenza di campioni stranieri per brillare. “Quando tu italiano giochi nell’Inter, hai Lautaro che ti risolve le partite, Calhanoglu che è un fenomeno o Dumfries che fa 3-4 partite clamorose in Champions“.
Il verdetto finale è impietoso e non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche per il futuro del movimento. Secondo Cassano, mancano leader tecnici capaci di trascinare la squadra nei momenti di difficoltà: “Di italiani decisivi con i club ce ne sono pochissimi, se non zero“. Una sentenza che gela le speranze di rinascita, puntando il dito contro un sistema che fatica a produrre talenti di caratura internazionale.

