Intervistato da Il Messaggero, l’ex attaccante di Roma, Milan, Inter e Sampdoria Antonio Cassano ha affrontato diversi temi caldi: dalle polemiche su Bastoni alla Nazionale, passando per Barella, Tonali e il campionato italiano.
Cassano parte con una riflessione amara sul mondo del calcio e dei social:
«Se domani Adani e Ventola mi dicessero che questa avventura è finita, chiudo i social e mi ritiro. Faccio fatica a confrontarmi con certe falsità che vedo nel mondo del calcio».
E aggiunge: «Oggi è peggio di quando giocavo. I social hanno disintegrato il mondo. Ha ragione Sinner: la vita reale non è nei social».
Ripensando alla Roma, spiega: «L’ho preferita alla Juve. Volevo giocare con Totti e vivere in una città meravigliosa. Sarei rimasto vent’anni».
Su Gasperini, invece, è netto: «Mi piace da impazzire. Ma la Roma non gioca come la sua Atalanta. Spero resti, anche se se non arriva quarto diranno che ha fallito».
Poi l’affondo su alcuni giocatori giallorossi: «Fuori Mancini, Cristante, Dybala e Pellegrini. Serve aria pulita. In questi anni la Roma è sempre arrivata sesta o settima».
Su Totti in società: «Quando parli di Roma, parli di Totti. Deve tornare, con un ruolo alla Zanetti nell’Inter: uno che viene ascoltato».
Capitolo Nazionale: «Siamo scarsi, parliamoci chiaro. Abbiamo un solo campione, Donnarumma».
E su Tonali e Barella non usa mezzi termini: «Tonali e Barella sono scarsi. Barella una volta correva, ora non lo fa più. Serve qualità. Il calcio è idea».
Diverso il discorso su Sucic: «Ha qualità e sta facendo la differenza».
Cassano su Pio Esposito
Su Pio Esposito invita alla prudenza: «Sta facendo bene, ma non è titolare nell’Inter. Vorrei vederlo con le pressioni addosso».
Difende invece Bastoni dopo le polemiche: «È finito nella gogna mediatica, ma sono gli altri a doversi vergognare. Ha sbagliato, ok, ma certo che deve andare in Nazionale».
Infine, una proposta drastica contro le simulazioni: «Serve una cavia: uno da squalificare per tre giornate e vedrà che nessuno simulerà più».
E chiude con una critica al sistema: «Abbiamo un calcio fasullo. Il Var va tenuto solo per gol-non gol e fuorigioco. Così è solo una perdita di tempo. Questo non è il calcio che ho conosciuto io».

