Carlos Augusto. Alla vigilia di Inter-Kairat, l’attenzione si sposta su Carlos Augusto, sempre più coinvolto nei meccanismi nerazzurri e candidato a partire titolare sulla sinistra. In sala stampa, il brasiliano ha chiarito fin da subito l’importanza del match europeo: “Sappiamo che in Champions League è fondamentale vincere, fare punti ma anche la differenza reti. Giochiamo in casa e loro verranno per una grande prestazione. Dobbiamo essere concentrati su di noi“. Il messaggio è semplice: niente distrazioni, perché dopo questa gara arriveranno quattro partite difficili che potrebbero indirizzare l’intero girone.
Il laterale si è poi soffermato su alcuni episodi recenti, come le difficoltà vissute a Verona: un segnale per alcuni, un semplice momento per lui: “È stato un caso. Lavoriamo in entrambe le fasi e ci sono frangenti in cui dobbiamo essere più concentrati, soprattutto in difesa. Vogliamo sempre fare bene e dobbiamo continuare il nostro cammino“. Sul piano mentale, invece, la squadra sembra aver acquisito qualcosa in più: “Bisogna saper soffrire. Le vittorie arrivate all’ultimo minuto contano tanto per l’animo del gruppo. Stiamo facendo bene, ma possiamo migliorare ancora per provare a vincere il campionato“.
Carlos Augusto cerca la maturità tattica
Carlos Augusto racconta anche come sia cambiato il suo posto nello spogliatoio rispetto alla scorsa stagione: “Mi sento più integrato. Tutti entrano nelle rotazioni del mister, anche chi gioca meno. Questo ci aiuta. Lavoriamo tanto durante la settimana, quando entriamo dobbiamo metterlo in difficoltà con le nostre prestazioni“. Sul ruolo, nessuna preferenza rigida: “Mi piace giocare, terzo o quinto non cambia. In una squadra offensiva come la nostra mi trovo bene. Cerco di imparare da Bastoni e Dimarco“. L’obiettivo personale però non cambia: “Prima di tutto voglio aiutare l’Inter, ma la nazionale è un sogno. Devo approfittare delle opportunità“.
Non manca un’analisi sulla differenza tra il rendimento difensivo in campionato e in Champions: “In Europa abbiamo una concentrazione maggiore, dobbiamo portarla anche in Serie A. La differenza reti conta, ma dobbiamo fare bene indipendentemente dall’avversario“. E poi un passaggio chiave sul lavoro con Chivu: “Ci ha dato tanto. È stato un grande calciatore e conosce lo spogliatoio. Ci ha restituito fiducia e motivazioni“. Infine, una dichiarazione che racchiude ambizione e autocritica: “Non siamo mai perfetti. Io devo migliorare, lavorare di più. Ho punti su cui crescere e sono ambizioso“.

