Caressa. “È brutale, ma va detto: gli spettatori ormai pagano per vedere soltanto un tempo“. Con queste parole, Fabio Caressa ha lanciato un duro attacco al calcio italiano durante un’intervista concessa al Corriere dello Sport. Il giornalista e telecronista di Sky Sport ha voluto accendere i riflettori su un problema che, a suo avviso, sta minando la qualità dello spettacolo e l’esperienza dei tifosi: la perdita di tempo eccessiva durante le partite. Una tendenza, spiega Caressa, che non solo riduce il ritmo e l’intensità del gioco, ma finisce anche per danneggiare il prodotto calcio nel suo complesso.
Secondo il noto volto televisivo, i dati parlano chiaro: il tempo effettivo di gioco in Serie A continua a essere tra i più bassi in Europa, con medie che spesso non superano i 52-54 minuti: “Si tratta di un problema culturale perché si è consolidata l’abitudine di rallentare, simulare o cercare pause inutili. Tutto questo non giova né allo spettacolo né alla credibilità del campionato. E chi paga il biglietto o l’abbonamento finisce per vedere solo metà partita“.
Caressa propone soluzioni: “Serve intervento deciso”
Per Caressa non bastano più semplici richiami al fair play o campagne mediatiche: servono regole nuove e più incisive. Tra le soluzioni proposte, spicca quella di introdurre il cronometro effettivo, sul modello del basket o del futsal, fermandolo ogni volta che il gioco si interrompe: “Non è un’eresia, ma una misura di giustizia sportiva“, sostiene il giornalista. Inoltre, propone sanzioni più severe per chi perde tempo volontariamente, ad esempio obbligando il portiere o la squadra in possesso palla a riprendere il gioco entro un limite prestabilito.
Caressa conclude con un appello rivolto direttamente alla FIGC e alla Lega Serie A: “Serve un intervento deciso per restituire dinamismo e rispetto al calcio italiano. Se vogliamo riavvicinare i giovani, dobbiamo offrire uno spettacolo vero, continuo, fatto di ritmo e intensità“. Il suo messaggio è chiaro: finché non si metterà mano concretamente al regolamento e ai comportamenti in campo, il pubblico continuerà a pagare il biglietto per vedere solo metà partita.
