Sabato sera, allo Stadio Olimpico, andrà in scena una sfida che promette scintille non solo per la classifica, ma anche per l’idea di calcio che rappresenta: Roma contro Inter, Gian Piero Gasperini contro Cristian Chivu.
Tre punti separano le due squadre, ma la distanza filosofica tra i due tecnici è più sottile di quanto sembri: entrambi amano un calcio coraggioso, verticale, fondato su pressing e intensità.
Come ha spiegato Fabio Capello, intervistato dalla Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina, “ci sono punti di contatto evidenti tra Gasp e Chivu, anche se ognuno interpreta la pressione a modo suo”. Il tecnico giallorosso resta fedele al suo iconico uomo su uomo a tutto campo, mentre l’allenatore nerazzurro propone un pressing più razionale, meno esasperato, che mira a recuperare palla in zone utili per creare superiorità offensiva, riducendo però i rischi dietro.
Da quando Cristian Chivu ha preso in mano l’Inter, il progetto nerazzurro ha assunto una forma precisa: aggressività controllata, compattezza e fiducia nel gruppo. L’ex difensore rumeno ha saputo ritoccare il sistema di gioco ereditato senza stravolgerlo, imponendo la propria mentalità vincente e un metodo di lavoro moderno. “Non ha chiesto la luna – sottolinea Capello – ma ha trasmesso convinzione, rigenerando leader come Barella e Calhanoglu, che oggi sono tornati dominanti”.
Inter in crescita
L’Inter di Chivu, pur non essendo ancora perfetta, mostra segni evidenti di crescita. Il pressing è sincronizzato, la fase difensiva solida, e davanti Lautaro Martínez resta il faro, ora affiancato da giovani in ascesa come Pio Esposito, che Capello definisce “un patrimonio nazionale da preservare”.
Sul fronte opposto, Gasperini ha dato alla Roma un’anima combattiva. Il suo calcio richiede sacrificio, pressing e disciplina, e il gruppo giallorosso ha risposto subito. Pur non avendo ancora trovato la piena efficacia offensiva, la Roma è una squadra organizzata e aggressiva. Dybala e Soulé sono gli uomini della fantasia, mentre Koné rappresenta l’anima dinamica del centrocampo – e sabato sfiderà proprio il club che aveva provato a prenderlo in estate.
Gasperini, come sempre, sa tirare fuori il massimo da ogni giocatore, anche in mancanza di veri top player offensivi. “Il tempo – dice Capello – renderà la Roma ancora più pericolosa. Il gioco c’è, ora serve concretezza”.
Tatticamente, la sfida si giocherà molto sugli esterni: Dimarco da una parte, Soulé dall’altra, due interpreti moderni e decisivi. Nel mezzo, si annuncia battaglia pura: Barella e Calhanoglu da un lato, Koné e Paredes dall’altro. Per l’Inter, la chiave sarà mantenere il controllo delle transizioni, per la Roma invece rompere il ritmo nerazzurro e sfruttare gli spazi lasciati in ripartenza.
Dopo la trasferta dell’Olimpico, l’Inter affronterà anche il Napoli, in un mini-ciclo che potrebbe segnare il vero decollo del progetto Chivu. La squadra appare in espansione: più gioca, più cresce, ma serve ancora una vittoria in uno scontro diretto per certificare il salto definitivo.
Capello non ha dubbi: “L’Inter sembra rinata. Chivu ha saputo toccare le corde giuste, restituendo motivazione e rispetto al gruppo. Ora può davvero prendersi la scena”.
