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Joao Mario: chiarita un importante clausola contrattuale

Nel luglio 2019 si parlò dell'esistenza nel suo contratto di una clausola che gli avrebbe impedito di tornare a giocare in Portogallo

Joao Mario: chiarita un importante clausola contrattuale

Nel luglio 2019 si parlò dell’esistenza nel suo contratto di una clausola che gli avrebbe impedito di tornare a giocare in Portogallo

Joao Mario: chiarita un importante clausola contrattuale. Nel luglio 2019 si parlò dell’esistenza nel suo contratto di una clausola che gli avrebbe impedito di tornare a giocare in Portogallo. In questo momento, terminato il prestito al Lokomotiv il giocatore rientra a tutti gli effetti in all’Inter.

L’Inter ha aperto una trattativa per la cessione del giocatore a titolo definitivo e giustamente ha valutato l’esistenza di quella clausola ostativa al trasferimento ad altra squadra lusitana, che avrebbe costretto il club nerazzurro a concludere sul nascere la trattativa di cessione al Benfica.

In realtà, l’attento riesame dell’accordo tra Sporting e Inter, che risale all’estate 2016, ha portato a stabilire non tale clausola ostativa al trasferimento ad altro club lusitano non esiste.

L’unica limitazione che appare dall’esame del contratto del 2016 è quella che impone ai nerazzurri di informare il club biancoverde in caso di offerta da parte di un altra società portoghese, comunicando i dettagli allo Sporting così da mettere il club di origine la possibilità di pareggiare l’offerta ed assicurarsi l’acquisto del giocatore.

Si tratta dunque diritto di prelazione, che permette a chi ne gode ed in questo caso lo Sporting Lisbona di assicurarsi il giocatore pareggiando la proposta, anche in caso di un prestito o di scambio con altri calciatori militanti nel calcio lusitano.

L”Inter pertanto può trattare in sicurezza il passaggio al Benfica sia esso a titolo definitivo, a titolo di prestito a di qualsiasi altra forma di trasferimento senza il timore di dover pagare una penale allo Sporting.

Tale penale Penale potrebbe scattare nel caso in cui il club  nerazzurro non informasse tempestivamente lo Sporting, che avrebbe due giorni lavorativi per rispondere alla proposta (due ore, se fosse l’ultimo giorno di mercato) ed esercitare il diritto previsto dal contratto.