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Due note in merito al caso Tonali

Un discorso politico dietro il mancato arrivo del giovane talento

Due note in merito al caso Tonali 

Un discorso politico dietro il mancato arrivo del giovane talento 

Due note in merito al caso Tonali. L’affare Tonali si dava ormai per concluso sul versante nerazzurro. Così titolavano i giornali. Così sostenevano gran parte degli operatori di mercato. 

Poi qualcosa è cambiato nelle strategie societarie. 

In una parola è mutata la politica dell’Inter. O forse la stessa ha assunto dei contorni più decisi. Meglio, si è detto, andare su giocatori di caratura internazionale, preparati e pronti a vincere. 

Meglio affidarsi a giocatori di esperienza; giocatori in grado di leggere e interpretare le partite in ogni sua fase e di saper, in definitiva, optare in tutte le situazioni per la scelta migliore. 

Credo che questa sia stata sempre la filosofia di Conte anche se il tecnico è bravo anche nel far crescere i giovani. Vedi Barella e Bastoni, per esempio. 

Forse, tutto è anche frutto di una convinzione che ha tratto  conferma e maggior vigore nel corso della stessa stagione appena conclusa. 

In alcune fasi del campionato e della stessa competizione continentale è mancata, infatti, proprio questa componente fondamentale. 

Una maggiore esperienza, una propensione più feroce e più marcata verso la vittoria. In una parola: l’abitudine a vincere. Quella mentalità che può essere travasata, con più facilità, da campioni dalla forza consolidata. 

Questo è il convincimento del mister e della società. Le scelte di mercato ne sono diretta conseguenza.

Un discorso, in conclusione, che è squisitamente politico. Teso a portare un miglioramento rispetto ad una stagione che resta positiva per l’Inter ma in cui è pur sempre mancato l’acuto giusto per vincere e per portare a casa un trofeo.